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Papa:"Vincere le paure degli immigranti"

Nel mondo di oggi, per i nuovi arrivati, l'invito all'accoglienza significa anche conoscere e rispettare le leggi, la cultura e le tradizioni dei Paesi in cui sono accolti; significa pure comprendere le loro paure e apprensioni per il futuro". Papa Francesco lo sottolinea, nell'omelia della messa celebrata nella basilica di San Pietro in Vaticano in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato.

Il Pontefice riconosce che "non è facile entrare nella cultura altrui, mettersi nei panni di persone così diverse da noi, comprenderne i pensieri e le esperienze e così spesso rinunciamo all'incontro con l'altro e alziamo barriere per difenderci. Le comunità locali, a volte - osserva - hanno paura che i nuovi arrivati disturbino l'ordine costituito, 'rubino' qualcosa di quanto si è faticosamente costruito". Ma "anche i nuovi arrivati hanno delle paure: temono il confronto, il giudizio, la discriminazione, il fallimento". "Queste paure - afferma il Papa - sono legittime, fondate su dubbi pienamente comprensibili da un punto di vista umano: avere dubbi e timori non è un peccato, il peccato è lasciare che queste paure determinino le nostre risposte, condizionino le nostre scelte, compromettano il rispetto e la generosità, alimentino l'odio e il rifiuto. Il peccato è rinunciare all'incontro con l'altro, con il diverso, con il prossimo".

Bisogna superare le nostre paure, per poter andare incontro all'altro, per accoglierlo, conoscerlo e riconoscerlo", chiede Papa Francesco, sottolineando che "l'incontro vero con l'altro non si ferma all'accoglienza ma ci impegna tutti in altre tre azioni, che evidenziate nel Messaggio per questa giornata: proteggere, promuovere e integrare".

Intervista con Juan Della Torre

L’apostolato di papa Francesco è anche un fenomeno virale. Il primo a capirlo è stato un giovane di 37 anni, Juan Della Torre, fondatore della Machi Communications for Good Causes chi e' diventato un nuovo  star del Web Marketing .

Juan della Torre è un 36enne argentino che e' arrivato a Barcelona sei anni fa, non sognando che diventera' al servizio del Papa.

'' Mi occupavo di marketing per anni .Lavoravo in una grande agenzia e mi è venuta l’idea di aiutare nella comunicazione Ong e istituzioni benefiche e lavorare su temi di ecologia e solidarietà.

Quando ho visitato Roma con la mia moglie , al'improvviso mi e' venuta idea di visitare il Vaticano e offrire i nostri servizi al Papa Francesco.Tutto e' iniziato al modo spontaneo e piano piano siamo riusciti a cominciare di lavorare per il nostro Papa ,divulgendo le sue preghiere nel tutto il mondo.È stato inizialmente lanciato in Portogallo dalla Rete mondiale di preghiera del Papa, ora sta diventando più globale e conta una comunità di più di 87.000 persone in 138 Paesi.Per me sempre e' stao il sogno di lavorare per Papa Francesco

La nostra  è una bottega creativa dedicata alle buone cause. Abbiamo un ufficio a Buenos Aires, uno a Barcellona e una piccola base a Roma: siamo una decina di persone in tutto. Ci occupiamo di creatività pubblicitaria per il mondo digitale: Internet, telefonia mobile…».

Lei è stato definito l’uomo del marketing di Francesco.

«Ma papa Francesco non ha necessità di pubblicità… è un comunicatore perfetto. Noi cerchiamo di veicolare le sue parole nel migliore dei modi, un po’ come fate voi con Il mio Papa, quando fate conoscere con il vostro giornale il messaggio del Papa».Il progetto denominato “Il Video del Papa” è diventato il nostro target .Ci siamo detti: perché non divulgare le intenzioni del Papa anche in video?. Abbiamo così pensato di realizzare filmati un po’ diversi, creativi, fatti per attirare soprattutto i giovani. Un modo per arrivare a quella gente che a volte non riceve il messaggio del Papa. La fortuna è stata anche collaborare con il Centro televisivo vaticano. La diffusione è stata stellare:  i video su Facebook vengono visti da una media di 27 milioni di persone l’uno”

Che cosa e' il vostro ruolo nel lavoro per Papa Francesco

«Cerchiamo di avvicinare le nuove generazioni alla Chiesa: il sito www.clicktopray.org (in inglese vuol dire “clicca e prega”) invita a unirsi alle intenzioni di preghiera del Papa per le sfide dell’umanità. C’è una preghiera differente ogni giorno, chi si iscrive riceve i messaggi per ricordarsi degli eventi importanti e del giorno mondiale della preghiera che è il primo venerdì di ogni mese».

 

In quante lingue è diffusa la preghiera del Papa?

«Nove. I più visualizzati sono: spagnolo (45%), portoghese (29%) e inglese (13%). Poi italiano, francese, cinese, arabo, tedesco e olandese».

Come si lavora con il Papa?

«La prima volta che conobbi papa Francesco ed ebbi il piacere di relazionarmi con lui, fu durante un’udienza pubblica. Davanti a me avevo un sacerdote brasiliano con un bambino delle favelas, un quartiere molto povero di Rio de Janeiro. Il Papa si avvicinò al piccolo e gli disse: “Parli spagnolo”? E il piccolo rispose di sì. “Ti faccio una domanda molto importante”. Ero al lato e pensavo “Wow, il Papa parla a questo bambino…” A un certo punto gli chiese: “Chi è meglio, Maradona o Pelé?”. Abbiamo riso molto, il bambino poi ha risposto Neymar (un giocatore brasiliano, ndr) e abbiamo continuato a ridere. Io penso che questo aneddoto racconti molto del Papa… Mi sono reso conto di come Francesco prima di mandare un messaggio ed evangelizzare, voglia stabilire un dialogo. Per me è stato un grande insegnamento, anche in tema di comunicazione».

 

Papa: "Migranti hanno bisogno di buone leggi e vicinanza"

Anche il Papa è intervenuto sul tema dell’immigrazione: "I migranti hanno bisogno certamente di buone leggi, di programmi di sviluppo, di organizzazione, ma hanno sempre bisogno anche e prima di tutto di amore, di amicizia, di vicinanza umana; hanno bisogno di essere ascoltati, guardati negli occhi, accompagnati". Jorge Bergoglio l'ha detto ricordando la figura di santa Francesca Saverio Cabrini, che seguì i migranti italiani oltreoceano condividendone le difficoltà, le sofferenze e le discriminazioni che subivano. "I migranti - ha detto Papa Francesco - hanno bisogno di Dio, incontrato nell'amore gratuito di una donna che, col cuore consacrato, ti è sorella e madre".  "Il Signore rinnovi sempre in voi lo sguardo attento e misericordioso verso i poveri che vivono nelle nostre città e nei nostri Paesi", ha pregato il Pontefice ad alta voce insieme alle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù, le cabriniane, che sono state ricevute in udienza in occasione del primo Centenario della morte della loro fondatrice.

Andreea Cosma becomes the member of AEREC

A beautiful Parliament  member  from Romania, Andreea Cosma, has visited Rome to get  the diploma  and become the member of Academia Europea Relazioni Commerciali e Culturali A.E.R.E.C.

The President of AEREC , dott. Ernesto Carpintieri , who is famous italian scientist , has personnaly gave the AEREC diploma to Andreea Cosma. Together with him was dr.Eugenio Terteleac, the President of the Chamber of the Commerce Italia Romania

Andreea is covering very important role in the government ,as the member of the foreign affairs committee  in Parliament from 2017. She is a notary and still works in her native city Ploiesti.

Andreea  is connected with Italy for a long period .It is very interesting story about her passion for Pope Giovanni Paolo II. She has converted to the catholic religion in 2011 when her daughter Chloe Marie had 1 year and was baptised by catholic priest .

Andreea Cosma was impressed by the carisma of Pope Giovanni Paolo II and was coming to Vatican every three months from 2005 when he died to put the flowers to his tomb.

When she got the A.E.R.E.C. diploma Andreea Cosma declares that she loves Italy and said " Italy is our first political partner, we have similar temperament and it was not difficult to learn italian. That is the reason why thousands of Italian have opened their companies in Romania".

 

 

Convegno Nazionale AIDU:docenti, studenti, Istituzioni e Associazioni insieme a Roma per discutere di Giovani, Istruzione e Lavoro

“Relazionalità e Orientamento” è il tema scelto dai docenti universitari dell’AIDU-Associazione Italiana Docenti Universitari per l’edizione 2017 del Convegno Nazionale, che si terrà a Roma il 17 Novembre, alle ore 9.30, presso il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università ROMA TRE. AIDU è la più grande associazione di docenti universitari cattolici, sono più di 70 le Università rappresentate al suo interno. Il Convegno Nazionale è promosso da AIDU, in collaborazione con: UNESU-Ufficio Nazionale per l’Educazione, la Scuola e l’Università della CEI, FUCI-Federazione Universitaria Cattolica Italiana, AIMC-Associazione Italiana Maestri Cattolici, UCIIM-Unione Cattolica Italiana Insegnanti Medi). «L’AIDU ha voluto che quest’anno il Convegno nazionale fosse “interassociativo” perché riteniamo necessario coinvolgere su temi attuali come Giovani-Istruzione-Lavoro tutti i protagonisti del mondo dell’Istruzione: scuole, università, docenti, studenti, istituzioni, esperti del settore», afferma Roberto Cipriani, Presidente AIDU e professore ordinario emerito di Sociologia nell’Università Roma Tre. Rimettere la “Relazione” al centro dei rapporti interpersonali e della comunicazione nel mondo dell’Università e della Scuola; “saper ascoltare” anche per dare il giusto supporto agli studenti per l’“Orientamento” in uscita dall’Università, alla luce delle nuove prospettive offerte dal mondo del Lavoro, oggi in continua e veloce trasformazione. Nel corso del Convegno verrà consegnato il Premio AIDU “Humboldt-Newman” 2017 (premio intitolato a due grandi innovatori del sistema universitario): quest’anno, in occasione del cinquantesimo anniversario della morte, il premio verrà assegnato alla memoria di don Lorenzo Milani ed alla Scuola di Barbiana.