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Intolerabile rivolta dei migrant I al Vilaggio Mose'

AgenPress. “Quanto accaduto al Villaggio Mosè di Agrigento con la rivolta dei migranti ed atti di violenza è intollerabile. Lo è ancora di più l’ aggressione alle forze dell’ Ordine alle quali va piena solidarietà. Quello che è successo dimostra che la situazione migranti nell’ isola non è stata risolta dal Governo.

E’ giusto invocare interventi urgenti dell’ esecutivo per porre fine subito a queste situazioni di tensione che potrebbero degenerare. Inoltre è lecito domandarsi se la recente revoca dei decreti sicurezza non abbia inciso sullo stato d’animo dei migranti maggiormente facinorosi i quali erroneamente si sentono in diritto di prendere ogni iniziativa, anche violenta”: lo dice in una nota il Senatore di Forza Italia e Presidente di Unione Cristiana Domenico Scilipo Isgro'.

Padre Alex Zanotelli contro decreto Salvini

Padre Zanotelli: Decreto Immigrazione è troppo poco

 

"Un piccolo passo in avanti ma è davvero troppo poco contro i decreti Salvini, un distillato di razzismo di Stato ". Il via libera del Consiglio dei ministri al decreto sicurezza e immigrazione che riscrive i decreti Salvini non soddisfa per niente padre Alex Zanotelli, missionario comboniano che ha fatto della lotta ai decreti Salvini una delle sue missioni con digiuni e sit in di protesta davanti ai Palazzi del potere.

Dalla Tunisia alla Lampedusa

Dalla Tunisia fino a Lampedusa sul barcone dei migranti. Un imprenditore italiano di 40 anni, originario di Santa Maria del Molise, ha scelto di ritornare a casa così piuttosto che in aereo o in nave che da cittadino italiano, con regolare passaporto, avrebbe naturalmente potuto prendere. Come nel film Tolo Tolo di Checco Zalone.

L'uomo, che alcuni anni fa aveva aperto un'azienda tessile in Tunisia, si è trovato in difficoltà economiche, inseguito dai creditori e, probabilmente, anche dalle autorità tunisine e il 19 settembre ha scelto la via della fuga sfidando il Mediterraneo.

E' arrivato a Lampedusa il 20 settembre nel weekend in cui sull'isola, approfittando del bel tempo, sono approdati ben 26 tra barchin e barconi in poco più di 24 ore. L'imprenditore molisano viaggiava su un piccolo peschereccio insieme ad altre 50 persone. Quando la guardia costiera lo ha individuato con enorme sorpresa ha detto subito di essere italiano e ha mostrato il passaporto. A terra gli è stato fatto il tampone, negativo, e dopo le procedure di identificazione è stato fatto partire ed è tornato a casa sua a Santa Maria del Molise dove sta trascorrendo la quarantena.

Il sindaco del piccolo centro del Molise Michele Labella è andato a trovarlo a casa: " Il nostro concittadino si è regolarmente dichiarato alla azienda sanitaria locale e sta trascorrendo la quarantena a casa sua".

Nessun reato, un cittadino italiano con i documenti in regola può rientrare nel suo Paese come vuole. Ma in Sicilia gli inquirenti stanno facendo approfondimenti sul suo status per capire se l'uomo fosse in qualche modo ricercato dalle autorità tunisine

18 stranieri accusati per associazione mafiosa

Traffico di esseri umani, 14 arresti e 4 ricercati

 

La Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Palermo ha emesso un fermo di indiziato di delitto a carico di 18 cittadini stranieri accusati di appartenenza ad un’associazione a delinquere transnazionale finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e all’esercizio di abusiva attività di prestazione di servizi di pagamento tramite 'hawala' e altri delitti contro la persona, l’ordine pubblico, il patrimonio e la fede pubblica; condotte criminali aggravate.

L'appello di sindaco di Lampedusa

Quando Salvatore Martello, attuale sindaco di Lampedusa, raccontava alla stampa ciò che combinavano i tunisini fuori dall’hotspot. Ecco cosa diceva sul loro conto, qualche tempo fa: “Lampedusa è al collasso, le forze dell’ordine sono impotenti, nel centro ci sono centinaia di tunisini, molti dei quali riescono tranquillamente ad aggirare i controlli: bivaccano e vivono per strada. Chiedo che venga chiuso l’hotspot, una struttura inutile che non serve a niente. Siamo abbandonati dallo Stato”. A riportarlo fu l’Huffington Post.

E poi ancora: “I bar sono pieni di tunisini che si ubriacano e molestano le donne. Ricevo decine di messaggi di turisti impauriti, gli albergatori, i commercianti e i ristoratori subiscono quotidianamente, non ce la fanno più”. “Sebbene il centro sia presidiato da polizia, carabinieri e guardia di finanza, i tunisini entrano ed escono come e quando vogliono. Non c’è collaborazione da parte delle istutizioni.

Situazione fuori controllo a Lampedusa

Situazione fuori controllo a Lampedusa. Lo sbarco nella notte di 450 migranti, trasportati sull'isola da un peschereccio tunisino, ha provocato le violentissime reazioni degli abitanti dell'isola, che vivono sulla loro pelle "l'invasione" tollerata dal Viminale nel silenzio generale. Le forze dell'ordine schierata dal Ministero degli Interni si sono viste costrette a contenere anche con metodi bruschi le proteste dei lampedusani e Radio Savana, uno dei profili Twitter più seguiti dai lettori d'area sovranista, pubblica il video degli scontri commentando con un laconico: "È accaduto, ma non sarebbe MAI dovuto accadere"