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Giornalista russa Marina Ovsyannikova "La mia famiglia mi odia"

Continua a parlare la giornalista russa Marina Ovsyannikova. Del suo gesto, del suo stato d’animo attuale, anche della famiglia che non la supporta. La redattrice della tv russa che ha contestato l’invasione dell’Ucraina in diretta, durante il tg serale più seguito con un cartello in cui diceva «fermate la guerra, qui vi stanno mentendo», continua a far sentire la sua voce attraverso le testate occidentali e rilanciata da Telegram. Consapevole che niente è più pericoloso del silenzio e dell’isolamento mediatico quando si è responsabili del più eclatante gesto di dissenso a Putin e alla sua informazione imbavagliata da quando è iniziata la guerra. E che quella multa di 30mila rubli (circa 250 euro) comminatale per aver organizzato «un’iniziativa pubblica non autorizzata» non è davvero niente rispetto a quello che potrebbe capitarle.

Basta all' ucisione dei bimbi

Centonove passeggini vuoti distribuiti su sei file per dire basta all'uccisione di bambini.

 

Nella centrale piazza del mercato, a Leopoli, gli ucraini hanno inscenato questa silenziosa protesta per denunciare, ancora una volta, le bombe sui civili da parte dell'esercito.

passeggini sono stati distribuiti di fronte al media center che accoglie, nella città dell'Ovest, giornalisti da tutto il mondo. E, con loro, sono stati piantati anche tre cartelli che raccontano la tragedia della popolazione ucraina e ricordano il bombardamento del teatro di Mariupol. Finora, secondo la Procura Generale ucraina sono stati 109 i bambini uccisi dalle bombe russe, più di 130 quelli feriti.

La prima ballerina del Bolshoi lascia Russia

La prima ballerina del Bolshoi, Olga Smirnova, ha lasciato il teatro moscovita per entrare nel Balletto nazionale olandese, che ne dà l'annuncio in un comunicato.

 

"Smirnova è stata esplicita nella sua recente denuncia dell'invasione russa dell'Ucraina che rende insopportabile per lei continuare a lavorare nel suo Paese", afferma il Balletto nazionale olandese.

Marianna Podgurskaya ha partorito la bambina in Mariupol

Marianna Podgurskaya, beauty blogger ucraina incinta fotografata in fuga dall'ospedale pediatrico di Mariupol bombardato il 9 marzo dai russi, la notte scorsa ha dato alla luce una bambina, Veronica. A renderlo noto è stata la giornalista ucraina Olga Tokariuk, che è in contatto con una persona della sua famiglia. "Stanno bene ma a Mariupol è molto freddo e i bombardamenti non si fermano", ha scritto su Twitter la giornalista senza ovviamente fornire dettagli sul luogo del parto.
Ieri sulla blogger, la cui foto con il viso insanguinato aveva fatto il giro del mondo, si erano abbattute le fake news della propaganda russa secondo la quale Marianna era stata ingaggiata come "attrice" per recitare il ruolo della ucraina incinta sotto le bombe a favore della camera del fotografo Evgeniy Maloletka, freelance che lavora anche per l'Ap, definito da Mosca "propagandista" filo Kiev. Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov aveva affermato che l'ospedale di Mariupol era in realtà vuoto e usato come base del battaglione Azov" (uno dei reparti militari nazionalisti dell'esercito ucraino, ndr), notizia poi smentita .

L' ambasciatore italiano Pierfrancesco Zazo ha salvato 20 bambini ucraini

Nel trasferimento dell'ambasciata d'Italia da Kiev a Leopoli ancora in corso - a quanto apprende l'ANSA - l'ambasciatore Pierfrancesco Zazo è riuscito a portare in salvo anche circa 20 minori, tra questi 6 neonati, che aveva accolto in ambasciata in questi giorni perché privi di un posto sicuro dove stare.

L'ambasciatore Zazo è stato l'ultimo rappresentante diplomatico europeo, in ordine di tempo, a trasferire l'ambasciata a Leopoli, una decisione dettata dalla necessità di assicurare la piena operatività della sede diplomatica a sostegno dei connazionali.

 

L'ANSA ha raccolto la testimonianza telefonica di uno degli italiani rientrato da Kiev insieme alla famiglia nelle scorse ore.

"Sono ore drammatiche, abbiamo vissuto momenti difficilissimi, in cui abbiamo avuto paura anche di perdere la vita - racconta il connazionale che preferisce restare anonimo

Nuova onda di migranti

C'erano anche sette cadaveri tra i migranti sbarcati nella notte a Lampedusa. Intorno alle 3.30 le motovedette della Capitaneria di porto hanno condotto al molo Favaloro 280 migranti di varie nazionalità. Insieme a loro anche sette persone morte, tutti uomini, di presunta origine bengalese. Secondo le prime informazioni, tre sono stati trovati senza vita a bordo del barcone intercettato a circa 24 miglia a sud dalle coste dell'isola dai militari della Guardia di finanza e della Capitaneria di porto. Altri quattro, invece, apparsi ai soccorritori già in condizioni disperate, sono morti prima di arrivare sull'isola a bordo delle unità della Guardia costiera. Tutti sarebbero morti per ipotermia. Dopo il trasbordo dei migranti, l'imbarcazione su cui viaggiavano è stata lasciata alla deriva