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Polemiche sul vincitore di Sanremo

Canzoni col burka, sovranisti contro Mahmood

 

Canzoni "col burka" che mettono "a rischio la tradizione musicale italiana". Alessandro Mahmood ha vinto il Festival di Sanremo da poco più di 48 ore e un'ondata di commenti continua a invadere la rete, fra sovranisti preoccupati per le sorti del Paese contro "l'islamizzazione forzata anche della musica" e veri e propri insulti dal tono apertamente razzista. A Mahmood, insomma, non si perdona la sua metà egiziana e gli utenti non fanno nulla per nasconderlo. E poco importa se il cantante sia italianissimo, nato a Milano da madre sarda.

Se da un lato si grida infatti al complotto - si parla di "festival pilotato" da "esponenti pidioti" per far vincere "l'extracomunitario" -, dall'altro c'è chi vorrebbe applicare la formula dei porti di salviniana memoria anche ai cantanti di Sanremo: "Perché - scrivono - non chiudere il festival agli stranieri, prima gli italiani". Del resto, spiegano, "arrivano primi da tutte le parti, ormai non ci sono più italiani veri che sappiano cantare...". L'importante, però, è avvertire il cantante: "Non basta essere nato in Italia per essere italiano! E' la mentalità che conta". E quale sarebbe la mentalità di Mahmood? Per alcuni la stessa "di ogni arabo di mer.." che vorrebbe "mettere Maometto al posto di Gesù".
Ma i commenti non si limitano di certo alla nazionalità del cantante: a tenere banco anche la presunta omosessualità dell'artista. Che però non ha mai fatto coming out: "Arabo musulmano e fro... Evviva il Festival della canzone italiana!", commentano sprezzanti, mentre lanciano l'avvertimento: "Ora prova a tornare al paese tuo e dire che ami gli uomini..sai a quelli quanto caz.. gli frega dei radical chic che ti hanno regalato Sanremo. Vai caro, e non tornare", il saluto finale.