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Ritorna il collasso per Lampedusa

Ritorna di nuovo al collasso e per gli abitanti dell'isola torna l'incubo sbarchi. Nei giorni scorsi sono stati numerosi gli arrivi di migranti al porto dello scoglio assediato. Tanto che l'hotspot di Contrada Imbriacola fino all'altro ieri ospitava 1.046 immigrati. «Non ne possiamo più - racconta il coordinatore locale della Lega, Attilio Lucia - perché per i clandestini vengono messe a disposizione strutture e servizi, mentre per noi non c'è più niente. Pensate che qualche giorno fa una giovane donna incinta è andata all'ambulatorio dell'isola, ma mancava un ginecologo, per cui è stata trasportata in aereo verso la Sicilia. Ma è stato impiegato troppo tempo per l'emergenza. Ha perso il bambino». I barconi in arrivo sono quelli provenienti dalla Tunisia, ma ultimamente arrivano imbarcazioni anche dall'Egitto, più che altro pescherecci. E con la bella stagione alle porte i flussi aumenteranno. Al 24 febbraio sono sbarcate sulle coste italiane 4.157 persone, contro le 2.341 dello stesso periodo dello scorso anno e le 262 del 2019. Il governo Draghi per adesso non è entrato nel vivo della questione, con il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, che tace sull'argome.

 

Ieri peraltro, alla Camera ha avuto luogo la riunione del Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione di Shengen, presieduta dal leghista Eugenio Zoffili, in cui è stato audito in videoconferenza il vice direttore del dipartimento migrazioni e affari interni, coordinatore dell'anti-trafficking della Commissione europea, Olivier Onidi. Il coordinatore di Forza Italia di Lampedusa, Rosario Costanza, racconta come da ieri, nonostante la presenza di fronte alle coste dell'isola della nave quarantena Gnv Splendid, che costa milioni di euro al mese, il trasferimento dei migranti verso la Sicilia «è iniziato attraverso navi di linea. Trecento immigrati sono stati imbarcati su quella. Molti di loro sono malati di Covid e viaggiano, benché separati, sugli stessi traghetti su cui salgono i lampedusiani.