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PREMIO INTERNAZIONALE MADAGLIA D'ORO

Premio Internazionale Medaglia d’Oro, Maison des Artistes 2018.

Grande successo per il Premio Internazionale Medaglia d’Oro Maison des artistes,  venerdì 13 aprile 2018  nell’Aula Magna dell‘Università La Sapienza di Roma. Un evento all’insegna della cultura in cui la Maison des Artistes, associazione culturale attiva nel sociale, ha conferito il Premio Internazionale Medaglia d’Oro Maison des Artistes 2018 a Personaggi che, nell’anno in corso, si sono distinti in vari settori Culturali, Scientifici, Artistici, nel Cinema, nella Musica, nella Medicina  e nell’impegno sociale.

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La Cerimonia è stata presentata dalla Giornalista e Conduttrice Tv Paola Zanoni. Presenti i componenti del Direttivo della Maison des Artistes: Il Presidente dell’Associazione Vittorio Barbagiovanni, Ingegnere Aerospaziale, Scrittore, Musicista, il Segretario Generale dott. Luigi Oppido, la Tesoriera prof.ssa Alessandra Ballerino, la pianista Gabriella Artale, il prof. Roberto Danieli, il Rag. Rino Ferraro,  la prof.ssa Adriana Morelli, il cardiologo Eugenio Morgia, la giornalista Viviana Normando e la dott.ssa Elsa Petillo.

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Ventidue i Personaggi insigniti di Medaglia d’Oro con Motivazione in pergamena, in virtù delle loro benemerenze acquisite nei vari campi. Dopo il discorso introduttivo e di benvenuto del Presidente Barbagiovanni,  la prestigiosa Banda Musicale della Città Di Anguillara Sabazia ha aperto festosamente  la manifestazione. A seguire le cerimonie di conferimento del Premio ai Personaggi  a partire dagli attori Edorado Leo e Pippo Franco, l’Attrice Silvia D’Amico, il Produttore e Sceneggiatore Cinematografico nonché Giornalista Enrico Vanzina, il M° Isabella Ambrosini, Direttore dell’Orchestra Sinfonica Università Roma Tre.

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Nel campo delle sette note, all’atto della Premiazione, si sono potuti udire e  applaudire il grande violinista Vadim Brodski, l’enfant-prodige del pianoforte Martina Carini, che ha sbalordito per la sua strabiliante  esecuzione , il chitarrista Flamenco Juan Lorenzo con la ballerina Elena Presti, il Quintetto di Ottoni dell’Aeronautica Militare, il Complesso Etnico Archetipo Ensemble con la sua esibizione di musica napoletana, il Chitarrista Mauro Di Domenico con brani di Morricone, il famoso Soprano Elisabeth Norberg Schulz il cui allievo Vincenzo Carni, Tenore, ha cantato “E lucean le stelle” dalla Tosca di Puccini. Non sono poi mancati i cattedratici: il prof. Francesco Gossetti, il prof. Renzo Pretagostini, il prof. Domenico Scopelliti, la prof. Maria Antonietta Blasi. E ancora: il Pittore e Scultore Reza Olia, l’Autore dell’Opera Rock “Il Messia” Daniele Ricci, il dott. Franco Pirina, Presidente CAOP, Sabrina Schemani, Segretario Generale di ”Confamministrare”, il dott. Paolo Di Giovine, Presidente Associazione IV Municipio Case Rosse.

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Un evento culturale di successo che ha fatto leva sul pubblico che non ha smesso di applaudire tutti gli ospiti

Il Salotto culturale

IL SALOTTO CULTURALE DELLA CANCELLERIA DEL DUCA D'ESTE

Il Conte Vittorio Palazzi Trivelli, Paola Zanoni, il Conte Vittorino Senior, e l’attrice Isabelle Adriani

L' attrice e scrittrice Isabelle Adriani, fidanzata del Conte Vittorio Palazzi Trivelli   ha dato vita ad un salotto culturale all'interno del Palazzo della Cancelleria del Duca d'Este, invitando rappresentanti della Cultura, dell'Arte e dello Spettacolo, giornalisti, musicisti, artisti, fashion stylist, collezionisti d'arte e d'auto d'epoca, attori, registi e produttori, fra i quali, Joe Newton Cohen, Miss Tova Laiter della New York Film Academy, i Conti Zanardi Landi, la stilista Anna Molinari di Bluemarine, il critico d'arte Vittorio Sgarbi, lo scrittore Valerio Massimo Manfredi, la giornalista e conduttrice Paola Zanoni fondatrice e Presidente dell'Accademia Art and Image e molti altri, provenienti da tutte le parti del mondo.
La residenza cinquecentesca e' sita nel cuore di Reggio Emilia, dove Calatrava ha firmato la Stazione alta velocità e che e' diventata un punto di riferimento finanziario, culturale e turistico sempre più importante.
La Cancelleria del Duca, e' stata costruita dal Conte Giglioli, Segretario del Duca d'Este nel XVI sec. e restaurata negli ultimi anni dai Conti Palazzi Trivelli citati da Dante, uno degli avi dei Conti Palazzi Trivelli infatti, e' Corrado III, Conte da Palazzo, citato nel XVI canto del Purgatorio della Divina Commedia.
Lo stemma dell'antico Casato, si deve invece a Federico I di Hohenstaufen detto il Barbarossa, che Corrado II da Palazzo, aiuto', al comando delle genti di Brescia, per la conquista del Regno di Napoli, mentre Corrado I salvo' Re Berengario caduto in mano agli Ungari nel 902 d.C.
Membri della corte Imperiale di Massimiliano I d'Asburgo e dell'Imperatrice Eleonora di Vienna, la storia dell'antica famiglia, corredata da documenti centenari e dalla collezione d'arte, incanta gli ospiti del Salotto della Cancelleria.
La storia di familia e del Palazzo sono narrati nel Libro 'Palazzo Giglioli Palazzi Trivelli' curato dal Prof. Massimo Pirondini.

La giornalista e conduttrice Paola Zanoni e il Conte Palazzi Trivelli all’interno della biblioteca del Palazzo

“La Digital Diplomacy nell’era dei Social Media”

di Antonella Pitrelli

Come è cambiata la Diplomazia e le relazioni internazionali con il progressivo affermarsi dei social media? Quanto il loro utilizzo può influenzare l’opinione pubblica? Nell’epoca del digitale, in cui un post o un tweet di un Presidente possono innescare crisi internazionali, è inevitabile porsi queste domande. Messa da parte la riservatezza un tempo tipica del mondo dei diplomatici, interagire con l’opinione pubblica tramite i social è oramai un obbligo ma anche una grande opportunità per le Istituzioni internazionali. Oggi tutti i più importanti Ministeri degli Esteri e Ambasciate hanno un canale youtube, una pagina facebook, un profilo twitter. Grazie alle piattaforme social possiamo assistere in diretta a summit internazionali. Questi sono solo alcuni degli esempi di Diplomazia Digitale che è oramai prassi nel mondo delle relazioni internazionali. La diffusione di strategie e pratiche digitali negli ultimi dieci anni in tutto il mondo, rappresenta senz’altro una vera rivoluzione nella pratica della diplomazia. Benché ormai da anni il digitale abbia trasformato radicalmente il modo in cui gli individui interagiscono nelle loro relazioni sociali, da poco tempo che il digitale sta dunque realizzando il proprio potenziale anche nel trasformare le relazioni internazionali. In particolare, è cambiato il modo in cui la Diplomazia gestisce le informazioni, la gestione delle crisi e dei negoziati e complessivamente le strategie di Public Diplomacy in un quadro globale in cui i nuovi soggetti non governativi svolgono un crescente ruolo di influenza. Questi temi sono stati al centro della tavola rotonda La Digital Diplomacy nell’epoca dei social media, promossa da Università Cattolica e Centro Studi Americani sulle sfide digitali nelle relazioni internazionali, svoltasi a Roma lo scorso 15 marzo. L’appuntamento, promosso dall’Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo dell’Università Cattolica (ALMED) nell’ambito del Programma in Cultural Diplomacy, ha avuto come tema principale l’incontro tra il mondo della diplomazia, quello accademico e il web analizzando queste nuove dinamiche, gli sviluppi e le tendenze grazie alla presenza di esperti, accademici, attori chiave del mondo dei social media e professionisti della Diplomazia Digitale. La tavola rotonda è iniziata con il saluto di Paolo Messa, Direttore del Centro Studi Americani ed e’ stata poi introdotta da Federica Olivares, Direttore del Programma in Cultural Diplomacy dell’ALMED – Università Cattolica del Sacro Cuore che ha concentrato il suo intervento nel rapporto tra il mondo della diplomazia, quello accademico e il mondo del web approfittando poi per ricordare che presso la sede di Roma dell’Università Cattolica ha avuto inizio da quest’ anno accademico il Master di I livello in Cultural Diplomacy - Arts and Media for International Relations and Global Communication che affronta in modo interdisciplinare i temi legati alla public diplomacy, alla diplomazia culturale, ai nuovi sviluppi della diplomazia digitale e della comunicazione globale, per permettere agli studenti di acquisire competenze strategiche per operare nel settore pubblico e privato a livello internazionale. Ospite del master e relatore nell’appuntamento romano anche Corneliu Bjola, Direttore del primo centro di ricerche della Digital Diplomacy nella prestigiosa Oxford University. La diffusione di strategie e pratiche digitali nei Ministeri degli affari Esteri, negli ultimi dieci anni in tutto il mondo hanno rappresentato una vera rivoluzione nella pratica della diplomazia. Interessanti sono state le parole di Pierluigi Puglia, Portavoce dell’Ambasciata Britannica in Italia, che ha focalizzato il suo intervento sul coinvolgimento attivo del pubblico grazie all’utilizzo dei social network da parte del consolato e del governo britannico, strumenti che hanno consentito di interagire in maniera diretta con i cittadini, coinvolgendoli maggiormente e senza i filtri dei media tradizionali, per esempio in un momento molto delicato per la Gran Bretagna, la Brexit , che rischiava di isolarla totalmente dal resto dell’Europa e del mondo. Interessante il dialogo diretto tra pubblico e privato grazie ai social media e la grande sfida di politica estera legata alla lotta al terrorismo on line. Queste  le considerazioni di  Andreas Sandre, Press and Public Affairs  dell’Ambasciata d’Italia a Washington, collegato in diretta skype dagli Stati Uniti. In ultimo l’intervento di Laura Bononcini, Head of Public Policy, Facebook Italia, Grecia e Malta, che ha sottolineato come in tutta Europa l’utilizzo dei social media nella politica e nelle istituzioni è sempre più in crescita e permette di avvicinare sempre di più i politici ai cittadini, per esempio in fase di campagna elettorale, permettendo agli stessi di interagire a livello attivo con domande, commenti e argomentazioni sulle piattaforme social grazie allo strumento dei live e delle dirette,rivolgendosi direttamente al politico o alle Istituzioni, senza i filtri imposti dai media tradizionali.


“Mareyeurs " documentario del regista Matteo Raffaelli

In Senegal un milione e mezzo di persone vive di pesca, negli ultimi dieci anni la quantità di pesce è diminuita del 80% a causa dello sfruttamento dei mari e sono sempre più i senegalesi che decidono di lasciare il proprio Paese alla ricerca di un futuro migliore in Europa

Un quadro inedito della cultura africana, la sua economia e il suo relativo tessuto sociale, dell'Europa dei migranti e dell’impatto che azioni di commercio massivo e consumo incontrollato possono avere sul sistema globale e nella vita di tutti i giorni, partendo dall’esperienza di un mareyeur senegalese, per arrivare fino a noi. È questo Mareyeurs, documentario di Matteo Raffaelli, prodotto da Ocean Film di Francesco Congiu, in gara al 31° FIPA - Festival International de Programmes Audiovisuels di Biarritz (Francia), uno dei più autorevoli festival di audiovisivo internazionali, il 23 e 25 gennaio 2018. Coproduttore del docufilm è HF4 di Marco Del Bene.

Selezionato tra oltre 1300 proposte giunte da tutto il mondo, il documentario dell’italiano Matteo Raffaelli parte dalla storia di un giovane mareyer senagalese, Ibrahima, per toccare temi universali, tra etica del consumo e politica globale, per offrire un quadro inedito del commercio ittico intercontinentale, legato alle migrazioni, e un racconto attento e minuzioso di come lo stravolgimento di una filiera produttiva locale possa andare a intaccare la vita quotidiana di tutti, su scala mondiale.

Il film – ha spiegato Raffaelli – cerca di indagare le cause profonde dell’immigrazione in Europa e di come si potrebbe evitare attraverso un consumo consapevole”.

Ibrahima è un giovane mareyeur, intermediario tra pescatori e dirigenti delle aziende di pesca locali. Preoccupato dalla scarsità del pesce in Senegal e dalla costante diminuzione del suo reddito, matura in lui l’idea di emigrare in Europa. Troverà sul suo cammino delle persone che cercheranno di dissuaderlo e questo lo porterà a mettere in dubbio il suo progetto. ”Mareyeurs” mette in luce il faticoso quotidiano di questo giovane senegalese, portavoce di tutti coloro che, come lui, sono alla ricerca di migliori condizioni di vita. Insieme alla figura di Ibrahima, ad animare e restituire al pubblico il quadro complesso di un’Africa raramente protagonista di documentari come Mareyeurs, è una costellazione di personaggi unici e reali come Mame Fotou Kaire impreditrice a capo del sistema matriarcale del commercio del pesce nella città di Saint Luis.

Dalla lotta del singolo, alla messa in crisi del sistema vitale e produttivo di un paese, dall’iperconsumo del pesce, al lavoro delle donne africane, Mareyeurs è la storia, vera, di un giovane che sogna l’Europa; la storia di un sistema di commercio globalizzato che sfrutta i mari africani; la dimostrazione di quali potrebbero essere le conseguenze, in un immediato futuro, se il pesce dovesse esaurirsi in Senegal e la popolazione non potesse più considerarlo una risorsa basilare.

Ad accompagnare il viaggio emozionante di Mareyeurs, in un Senegal raccontato con intelligenza dal regista, le musiche evocative di Marco Del Bene e Roberto Procaccini, e una fotografia in grado di mostrare, attraverso quadri cromatici d’impatto e mai banali, un mare e un territorio dalla bellezza sconvolgente, le sfumature del cielo africano e la battaglia quotidiana per una vita dignitosa.

Il regista:

Matteo Raffaelli, uscito dal Fandango Lab, è autore e regista di documentari. Dal 2005 ha realizzato documentari in Italia e all'estero in collaborazione con Minimum fax media, RAITRE, Rai Storia, Ocean Film, Art Project e Revolver Film. Tra i suoi lavori principali: “A quattro mani” documentario con Andrea Camilleri e Carlo Lucarelli prodotto da Daniele di Gennaro per RAITRE e presentato in anteprima alla Fiera del Libro di Torino; la trasposizione televisiva per RAI TRE di “Memorie di Adriano”, celebre spettacolo con Giorgio Albertazzi tratto dall’omonimo romanzo di Marguerite Yourcenar, trasmesso anche da SKYARTE e uscito per il gruppo L’Espresso - La Repubblica, prodotto da Minimum Fax; coautore con lo scrittore Fabio Genovesi del soggetto del film “Faccio un salto all’Avana”, distribuito da Medusa Film; “La linea del Pasubio” con Peppe Servillo, prodotto da Marco Nereo Rotelli distribuito da Cinecittà Luce, presentato al Festival di Taormina del 2016 e in onda su Rai Storia. 

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