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Matteo Salvini inviato a giudizio per sequestro di persone

OPEN ARMS ,Matteo Salvini rinviato a giudizio per sequestro di persone e rifiuto di atti di ufficio. Questa la decisione del gup di Palermo Lorenzo Jannelli dopo l'udienza preliminare nell'aula bunker del carcere Ucciardone sul caso della nave ong. Il giudice ha accolto la richiesta della Procura di Palermo. La prima udienza sarà il 15 settembre davanti alla seconda sezione penale al Tribunale di Palermo.

Migranti dovrebbero dimostrare di sapere parlare la lingua

In Danimarca, il governo a guida socialdemocratica è finito nel mirino delle organizzazioni pro-migranti a causa della nuova legge sul servizio taxi, promossa proprio dall’esecutivo. In base alla riforma citata, approvata dal parlamento di Copenaghen a larga maggioranza, i tassisti in servizio nel Paese dovranno dimostrare di sapere parlare correttamente la lingua nazionale. Finora, il governo del primo ministro Mette Frederiksen si è contraddistinto per l’attuazione della linea del rigore in ambito migratorio, dichiarando guerra ai quartieri-ghetto e accelerando le procedure di espulsione degli stranieri irregolari.

Secondo la nuova legge voluta dal governo, per esercitare la professione di tassista in Danimarca bisognerà, a partire dal 2022, sapere intrattenere una conversazione in danese con i clienti che saliranno a bordo del mezzo. Una conoscenza superficiale della lingua nordica da parte dei tassisti non sarà quindi più tollerata dalle autorità.

Nuovo emendamento sulla immigrazione

Tema migranti irrompe alla Camera. Come già avvenuto con gli emendamenti e gli ordini del giorno sulla prescrizione del Milleproroghe, ieri a scuotere la maggioranza è stato l'esito del voto di un provvedimento in commissione Esteri. I deputati hanno discusso infatti un emendamento allo statuto istitutivo della corte penale internazionale che introduce il nuovo crimine internazionale di aggressione. In pratica, bloccare una nave di migranti viene consierata un attacco e, dunque, un reato penale.

Ma come è noto la questione dei migranti resta uno dei principali nodi che dividono i vari partiti che sostengono il governo di Mario Draghi. E il risultato si è visto, ancora una volta, ieri. Al momento del voto, infatti, i componenti di Forza Italia della commissione Esteri di Montecitorio non erano presenti e i deputati della Lega si sono astenuti. Una mossa interpretabile anche al contrario, ossia come una "non belligeranza" sul tema del centrodestra di governo. Tutto questo nel giorno in cui il leader del Carroccio, Matteo Salvini, ha ribadito la necessità di cambiare strategia sull'accoglienza e dei migranti e lo sbarco delle navi. Favorevoli all'emendamento, invece, Pd, Leu e Movimento 5 Stele.

Vaccinazione non potrebbe essere obligo per viaggiare

La Commissione europea richiama gli Stati membri a tornare ad un approccio coordinato sulla libertà di movimento delle persone e delle merci. "Chiediamo di tornare ad un'applicazione corretta delle raccomandazioni adottate dal Consiglio Ue. Abbiamo inviato una lettera a sei Stati membri sul divieto di ingresso e uscita dal Paese, perché sono andati troppo oltre". Possono "scoraggiare i viaggi ma non "vietarli". Così il commissario europeo alla Giustizia, Didier Reynders, a margine del Consiglio Affari generali Ue.

"Chiediamo a sei Stati membri un approccio diverso alla frontiera, di non bloccare i camionisti perché vogliamo una libera circolazione delle merci nel nostro mercato interno", ha aggiunto il commissario Ue. I Paesi che hanno ricevuto la lettera di richiamo dalla Commissione europea per le misure troppo restrittive alle frontiere interne sono Germania, Belgio, Ungheria, Finlandia, Danimarca e Svezia. Lo apprende l'ANSA a Bruxelles.

I sei Stati membri "hanno dieci giorni per rispondere", mentre Bruxelles "monitora da vicino" i loro passi. Lo rende noto il portavoce della Commissione europea per la Giustizia, Christian Wiegand. "Siamo fiduciosi di poter trovare soluzioni con i sei Stati al più presto, senza dover intraprendere passi legali che possono essere lunghi. Trovare soluzioni è nell'interesse di tutti", ha detto.

"Rischiamo frammentazioni e interruzioni alla libertà di movimento e alle catene di approvvigionamento", ha insistito il portavoce, spiegando che già la settimana scorsa i commissari Reynders e Johansson avevano inviato lettere a tuti gli Stati membri, "per ricordare loro di aver concordato un approccio comune e coordinato, per gestire le restrizioni alla libertà di movimento".

Ieri invece la Commissione europea ha inviato sei lettere, "sollevando preoccupazioni specifiche" ai sei Stati membri, che "attualmente applicano misure più rigide di quanto previsto dalle raccomandazioni, in particolare sull'ingresso e l'uscita dal Paese". "Nelle lettere - ha sottolineato Wiegand - si ricorda la necessità che le restrizioni alla libertà di movimento siano proporzionate e non discriminatorie. E si sollecitano gli Stati ad avvicinare le proprie regole alle raccomandazioni del Consiglio concordate".

Sul certificato di vaccinazione"vogliamo avere un approccio digitale europeo per uso medico. Nei prossimi mesi poi vedremo se ci sarà la possibilità di usarlo per altri scopi, come i viaggi. Ma la vaccinazione non può diventare un obbligo per viaggiare", ha spiegato Reynders. "Anche chi non si è sottoposto all'immunizzazione deve poter continuare" a muoversi, "con l'uso dei test e dei periodi

72 milioni di bambini nel mondo rischiano violenza sessuale

Oggi nel  mondo, 72 milioni di bambini vivono in zone dove forze o gruppi armati sono soliti perpetrare atti di violenza sessuale contro i minori. Questo è solo uno dei dati che emerge dal nuovo rapporto "Arma di guerra: la violenza sessuale contro i bambini in conflitto" diffuso oggi da Save the Children. Il rapporto dimostra come oggi i minori corrano quasi 10 volte in più il rischio di subire abusi rispetto a trent'anni fa (nel 1990 erano 8,5 milioni). I Paesi nei quali il rischio di violenze sessuali contro i bambini per mano di gruppi e forze armate è più alto, scrive in una nota l'organizzazione umanitaria internazionale, sono Yemen, Somalia, Iraq, Siria, Colombia e Sud Sudan. Questo include il rischio di stupro, schiavitù sessuale, prostituzione, gravidanze, sterilizzazione e aborto forzati, mutilazioni sessuali, abusi e torture sessuali. "Pensare che dei bambini possano essere vittime di violenze sessuali è qualcosa di semplicemente inaccettabile. Spesso sono costretti a vivere questa tragedia in silenzio, portandosi dietro per tutta la vita i segni delle violenze subite e senza ricevere il supporto di cui avrebbero urgente bisogno", afferma Daniela Fatarella, Direttrice Generale di Save the Children. "In media, nel 2019, sono stati segnalati solo due casi al giorno di violenza sessuale contro i bambini che vivono in aree di conflitto, ma si tratta solo della punta dell'iceberg", aggiunge Fatarella, che continua: "Ci appelliamo pertanto ai governi e alla comunità internazionale affinché venga posta la massima attenzione su questa tragedia e affinché, soprattutto, si metta in campo ogni sforzo per proteggere i bambini nei conflitti". Il rapporto "Arma di guerra: la violenza sessuale contro i bambini in conflitti"