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Il ministro tedesco Seefoher manda la lettera a Salvini

"Le chiedo di riconsiderare la sua posizione di rifiutare l'apertura dei porti italiani". E' un passaggio della lettera, a cui l'Adnkronos ha avuto accesso, che il ministro dell'Interno tedesco Horst Seehofer ha inviato al ministro dell'Interno Matteo Salvini. "Conosco bene e riconosco gli sforzi compiuti dal governo italiano e il grande contributo che il popolo italiano ha apportato per contribuire alla soluzione della situazione dei migranti e al miglioramento della situazione umanitaria nel Mediterraneo. L'Italia ha più volte beneficiato della solidarietà degli Stati membri europei in passato". ministro dell'Interno tedesco si appella quindi "ai nostri condivisi valori cristiani". Per Seehofer, "non deve fare alcuna differenza quale organizzazione" compia il salvataggio di migranti nel Mediterraneo, non conta "sotto quale bandiera stia navigando" un'imbarcazione o "se l'equipaggio di una nave o un'Ong provenga dalla Germania, dall'Italia o da un altro paese membro" dell'Ue.

Dalai Lama :KEEP EUROPE FOR EUROPEANS

The Dalai Lama says that most refugees who entered Europe from Africa and the Middle East should be returned to their home countries, telling the BBC, “Keep Europe for Europeans”.

While saying he remained a supporter of the EU, the spiritual leader of Tibetan Buddhists said he did not want to see Europe become “Muslim” or “African,”He added that a limited number should be allowed to stay, “But [for the] whole [of] Europe [to] eventually become [a] Muslim country? Impossible. Or [an] African country, also impossible.”

This is not the first time that the spiritual leader has made his thoughts on mass immigration clear.

“The goal should be that migrants return and help rebuild their countries. You have to be practical. It’s impossible for everyone to come,” he previously stated.

UNHCR chiede 210 milioni dollari per rifugiati

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, chiede 210 milioni di dollari USA per assistere e proteggere le migliaia di rifugiati e di altre persone che ogni anno viaggiano attraverso l’Africa subsahariana e settentrionale, molte delle quali cadono vittime del traffico e della tratta di esseri umani finendo per patire indicibili violazioni dei diritti umani.
L’appello dell’UNHCR è per un programma completo di supporto volto a impedire che le persone cadano vittime del traffico e della tratta, oltre che a fornire alternative significative ai pericolosi viaggi nei Paesi di primo asilo e a offrire maggiore assistenza umanitaria e supporto a quanti sono sopravvissuti a maltrattamenti e violazioni di diritti umani.
Allo stesso tempo, l’UNHCR sta sollecitando gli Stati a intervenire per colmare le pericolose carenze nelle capacità di soccorso nel mar Mediterraneo, a fare di più per smantellare le reti del traffico e della tratta, e ad assicurarsi che i responsabili di tali violazioni siano costretti a risponderne tramite tutti i meccanismi legali disponibili. È necessario rinnovare gli sforzi per sviluppare canali complementari che permettano di trovare soluzioni alla condizione dei rifugiati, per esempio attraverso un più efficace accesso alle procedure di ricongiungimento familiare.
“A causa di oltre 15 conflitti in corso nel continente africano, migliaia di persone continueranno a spostarsi, spesso con informazioni imprecise e aspettative irrealistiche”, ha dichiarato Vincent Cochetel, Inviato Speciale dell’UNHCR per il Mediterraneo centrale. “Queste persone affrontano seri pericoli e rischiano perfino la morte nelle mani dei trafficanti. È necessario fare di più per impedire che sempre più persone cadano preda di quanti cercano di trarre profitto dalla loro vulnerabilità e dalla loro disperazione”.
Si stima che siano almeno 507 le persone decedute o disperse nel Mediterraneo centrale e occidentale nel 2019. Il numero di persone che hanno perso la vita lungo le rotte del traffico e della tratta di esseri umani prima ancora di raggiungere le coste per imbarcarsi non è noto, me è probabile che sia ancora più elevato.
I sopravvissuti hanno subìto diffuse violazioni di diritti umani nel corso del proprio viaggio dall’Africa subsahariana all’Africa settentrionale, fra cui torture, pestaggi, estorsioni e schiavitù. Donne e ragazze, in particolare, sono esposte al rischio di stupro e di aggressioni sessuali. Alcune persone restano vittime delle reti del traffico e della tratta per più di anno.
Nonostante gli sforzi dell’UNHCR e di altre organizzazioni umanitarie, i rischi e le violenze lungo le rotte continuano ad aumentare. È sempre più elevato il numero di persone che hanno viaggiato lungo tali rotte e che soffrono a causa di condizioni di salute estremamente precarie e traumi psicologici. Di conseguenza, molti fra quanti hanno percorso le rotte e che potrebbero non avere diritto allo status di rifugiati potrebbero comunque necessitare di altre forme di protezione umanitaria

MATTARELLA Accoglienza e solidarietà

"L'Italia, in prima linea nell'adempiere con costanza e determinazione ai suoi doveri di solidarietà, assistenza e accoglienza, vede l'alto impegno morale e giuridico di protezione verso coloro che fuggono dalle persecuzioni, sancito dalla Convenzione di Ginevra del 1951, tra i principi fondamentali della nostra Costituzione". Lo afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata mondiale del rifugiat

Legittimo divieto di sbarco

Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso della Sea Watch 3 che si era rivolta in via d’urgenza al Tribunale per contestare il divieto di ingresso in acque territoriali e il 'no allo sbarco' notificato a bordo dalla Guardia di finanza in applicazione del decreto sicurezza bis.