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Macron :"Sono l'aversario di Salvini e Orban

Macron: Sì, sono io l'avversario di Salvini e Orban

 

"Non cederò niente ai nazionalisti e a coloro che difendono i discorsi di odio. Se vogliono vedere in me il loro avversario principale, hanno ragione". Così il presidente francese Emmanuel Macron risponde alle parole del leader della Lega Matteo Salvini e del primo ministro ungherese Viktor Orban che ieri, durante il loro incontro a Milano, lo hanno chiamato in causa come "guida di una forza europea che sostiene l'immigrazione".

"Se ritengono che la Francia sia il nemico del nazionalismo, della politica dell'odio, dell'Europa che deve pagare quello che ci piace e che non imporrebbe alcuna forma di responsabilità e solidarietà, allora hanno ragione, sono il loro oppositore principale", ha detto il presidente francese rispondendo ai giornalisti durante la sua visita in Danimarca.

Babiš non vuole aprire la porta per un solo migrante

Prendi anche un solo migrante, ma Babis dice no a Conte

 

Lo aveva promesso e oggi ci ha provato. "Considererei un successo se Praga accettasse di accogliere anche un solo migrante", diceva poche settimane fa in un'intervista alla tv ceca il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, annunciando che, in vista del vertice con il primo ministro della Repubblica Ceca Andrej Babiš, avrebbe chiesto al suo omologo - in maniera provocatoria - di accogliere anche un solo immigrato come gesto simbolico verso una responsabilità condivisa della gestione del fenomeno migratorio.

E oggi a Palazzo Chigi, in occasione del vertice, a quanto apprende l'Adnkronos da fonti di governo, il premier italiano ha mantenuto la promessa chiedendo a Babiš di aprire le porte della Repubblica Ceca anche a un solo migrante.

Albania, occorre il consenso degli Stati membri EU

Diciotti, Ue: Serve consenso migranti per Albania

 

Per inviare in Albania una parte dei migranti sbarcati dalla nave Diciotti, come annunciato dalle autorità italiane, occorrerà il consenso degli interessati, che dovrebbero essere una ventina. Lo ha spiegato la portavoce della Commissione Europea Natasha Bertaud, durante il briefing con la stampa a Bruxelles.

"Come i nostri colleghi hanno detto nei giorni scorsi - ha affermato - quando si tratta di accordi tra uno Stato membro e un Paese terzo occorre rivolgersi in primo luogo a loro, in questo caso alle autorità italiane. Evidentemente, seguiamo da vicino la situazione e continueremo a farlo"

SALVINI:"VOGLIO ESSERE PROCESSATO"

Salvini: Niente immunità, voglio essere processato

 

"Se il Tribunale dirà che devo essere processato andrò davanti ai magistrati a spiegare che non sono un sequestratore. Voglio proprio vedere come va a finire...". Lo dice Matteo Salvini, a 'Libero', a proposito del giudizio davanti al tribunale dei ministri che lo attende per l'inchiesta sulla vicenda Diciotti. In Senato cercherà voti 'amici' per sfangarla? "Assolutamente no!", replica il ministro dell'Interno.

Salvini, tra l'altro, parla dell'annunciato incontro con Orban: "L'obiettivo non è trovare accordi per la redistribuzione, piuttosto è quello di accordarci per il controllo delle frontiere esterne. Per creare in Libia e in Nord Africa porti sicuri dove far attraccare le navi e creare centri di identificazione sulle coste africane per capire chi deve essere aiutato e chi no". Il leader della Lega sottolinea ancora che "Orban è un capo di Stato. Se la Merkel mi chiedesse un incontro non avrei problemi a confrontarmi con lei. Per il resto i 5 Stelle che criticano sono una minoranza e il Pd ormai esiste solo in funzione di Salvini e della Lega. Non hanno più una proposta credibile".

Dell'inchiesta che lo riguarda Salvini ha parlato anche in un'intervista a 'Il Messaggero': "Ho ricevuto una marea di messaggi di solidarietà. Anche e soprattutto da parte di gente che è fuori dalla politica e che non ha votato Lega. Credo che ad Agrigento abbiano sbagliato i loro conti se pensavano di fermare o intimorire qualcuno".

"La cosa bella del post Agrigento è che tra i tanti messaggi di sostegno, che tengo per me", ci sono "anche parecchi di giudici e pubblici ministeri di varie procure italiane", rileva Salvini, secondo il quale "da Agrigento verranno tante cose positive e quindi ringrazio il pm perché sarà un boomerang".

Torna l'idea di riformare la giustizia anche se la Lega, alleata di FI, ha provato più volte "senza successo - ammette - ma questo è il governo del cambiamento" sottolinea, quindi la riforma della giustizia va fatta "ma non per l'inchiesta su Salvini - precisa - ma perché abbiamo milioni di processi arretrati e questo è uno dei problemi che frenano gli investimenti in Italia. Una riforma dei tempi della giustizia serve. Poi affrontare la separazione delle carriere e il correntismo della magistratura".

Il ministro Matteo Salvini indagato

Salvini indagato, che succede ora?

 

La Procura di Agrigento ha iscritto il ministro dell'Interno Matteo Salvini nel registro degli indagati. Il vicepremier è finito sotto inchiesta assieme al suo capo di gabinetto per sequestro di persona, abuso d'ufficio e arresto illegale in merito al caso della Diciotti, la nave della Guardia costiera con a bordo 177 migranti bloccata nel porto di Catania per 5 giorni. Ma che succede ora? E cosa rischia penalmente Salvini? Gli atti dell'inchiesta saranno trasmessi alla competente procura di Palermo che a sua volta li invierà al tribunale per i ministri della stessa città.

COS'E' IL TRIBUNALE DEI MINISTRI - Il tribunale dei ministri è la sezione specializzata del tribunale ordinario competente per i reati commessi dal presidente del Consiglio e dai ministri nell'esercizio delle loro funzioni. La materia è regolata dalla legge costituzionale 16 gennaio 1989, n. 1, che ha modificato, tra gli altri, l'art. 96 della Costituzione il quale prevede che "Il Presidente del Consiglio dei ministri e i ministri, anche se cessati dalla carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della Repubblica o della Camera dei Deputati, secondo le norme stabilite con legge costituzionale".Presso il tribunale ordinario del capoluogo del distretto di Corte d'Appello è istituito un collegio composto di tre membri effettivi e tre supplenti, estratti a sorte tra tutti i magistrati in servizio nei tribunali del distretto che abbiano da almeno cinque anni la qualifica di magistrato di tribunale o qualifica superiore. Il collegio, noto come tribunale dei ministri, è competente per tutti i reati ministeriali commessi nel distretto nel quale è istituito.

COSA PREVEDE LA LEGGE - I rapporti, i referti e le denunce per i reati ministeriali sono trasmessi al procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluogo del distretto di corte d'appello competente per territorio, il quale, senza compiere nessun tipo di indagine, entro 15 giorni deve trasmettere gli atti al tribunale dei ministri e darne immediata comunicazione ai soggetti interessati, affinché possano presentare memorie o chiedere di essere ascoltati.

Poi, entro 90 giorni, compiute indagini preliminari e sentito il pubblico ministero, il tribunale può decidere l'archiviazione - non impugnabile - oppure la trasmissione degli atti con una relazione motivata al pm, affinché chieda l'autorizzazione a procedere alla camera di appartenenza dell'inquisito. Nel caso di Salvini la competenza è del Senato.

Secondo quanto previsto dalla legge, la Camera competente può, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, negare l'autorizzazione a procedere ove reputi, con valutazione insindacabile, che l'inquisito abbia agito per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell'esercizio della funzione di governo.

Il presidente del Consiglio, i ministri, nonché gli altri inquisiti che siano membri del Senato della Repubblica o della Camera dei deputati non possono essere sottoposti a misure limitative della libertà personale, a intercettazioni telefoniche o sequestro o violazione di corrispondenza ovvero a perquisizioni personali o domiciliari senza l'autorizzazione della Camera competente ai sensi dell'articolo 5, salvo che siano colti nell'atto di commettere un delitto per il quale è obbligatorio il mandato o l'ordine di cattura.