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Come EU ha reso l'Italia il campo profughi del EU

In questi giorni la grande stampa non ha volutamente acceso i riflettori sul tema degli sbarchi. Lo ha soltanto sfiorato perché la questione Lampedusa era ed è troppo critica. Ma l’esigenza di non esporre il governo e la ministro Lamorgese a palesi critiche e soprattutto non favorire i «nemici» ha prevalso.
Il tema però è destinato a tornare di attualità e a nulla varranno i tentativi di nascondere il dibattito: si tratterà - come sempre - di affrontare l’argomento per quello che è, cioé una emergenza alla quale l’Unione europea non ha saputo dare una risposta e alla quale ha aggiunto politiche irresponsabili come quella di trasformare l’Italia in un hotspot europeo.

La questione infatti non riguarda questo o quel centro di accoglienza da chiudere o da regolare, il problema sta proprio nella progressiva decisione di Bruxelles di pagare i governi italiani per «accogliere» i migranti e qui lasciarli. Visto che bisogna parlare chiaro, l’Unione europea va inchiodata alle sue responsabilità. Che elencherei sommariamente in alcuni punti.

Primo. Con la complicità di Bruxelles, la Francia continua a soffocare l’economia delle sue ex colonie e a sfruttare (anche con l’inganno di una moneta che nominalmente cambia etichette ma nella sostanza resta il franco Cfa, cioé una moneta ancorata alla banca centrale francese; fatto di per sé anomalo nell’eurozona...) le risorse spingendo gli uomini a emigrare. Questa logica di sfruttamento e di instabilità sociale a danno degli altri viene allungata dal governo di Parigi laddove non controlla i suoi punti deboli al confine con l’Italia (Ventimiglia) e con la Gran Bretagna (Calais). Il tutto nel più assoluto menefreghismo della Ue, che vuole punire i britannici per il voto brexit e gli italiani per analoghe tentazioni.