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Trade and immigration were never so popular in United States

WHILE Donald Trump’s policies on the international flow of goods, services and people have oscillated between cosmetic and consequential, his speeches about globalisation have carried a consistent message. America, he says, suffers from unfair trade deals and unproductive immigrants, both of which take jobs from Americans and weaken the economy. It is often assumed that Mr Trump is tapping into a broad-based backlash against globalisation with this rhetoric. But research suggests the opposite: trade and immigration are at a peak of popularity.

The Pew Research Centre has polled Americans on their opinions about growing trade and business ties with other countries since 2002. The proportion suggesting such ties were very good has never been higher than in 2018, and the proportion suggesting they were either somewhat or very good, at 74%, was only surpassed in 2002. Gallup, meanwhile, has asked if trade is primarily an opportunity for economic growth or a threat to the economy since 1992. Before 2015, the proportion suggesting it was primarily an opportunity had never risen above 56%. It reached 72% in 2017 and was still at 70% percent in February 2018.

Cittadino europeo dell anno, Don Virginio Colmegna

“Sull’accoglienza dei migranti gli Stati europei devono superare gli egoismi di parte e trovare una soluzione comune, che garantisca la legalità ma sia rispettosa dei diritti umani”

Così don Virginio Colmegna, presidente della Fondazione Casa della carità di Milano, 
premiato come “Cittadino europeo dell’anno” dal Parlamento Europeo di Bruxelles.

“Ringrazio il Parlamento Europeo per questo riconoscimento, che non va a me, ma a tutti gli ospiti, gli operatori e i volontari della Casa della carità di Milano e vorrei cogliere l’occasione di essere oggi qui, in una delle sedi più autorevoli dell’Unione, per rilanciare un messaggio che ogni giorno guida le nostre attività: prima le persone.

Un messaggio che mi piacerebbe venisse fatto proprio da tutti i Paesi europei, che devono tornare a mettere al centro dell’agenda politica la solidarietà verso le fasce più deboli, promuovendo provvedimenti che rispondano ai bisogni concreti di tutti i suoi cittadini, battendosi contro le povertà e affrontando al più presto il tema dell’accoglienza e dell’inclusione sociale dei migranti.

Sono preoccupato, infatti, nel vedere che la questione dell’immigrazione, anziché essere affrontata nel rispetto della legalità, della cultura dell’accoglienza e della garanzia dei diritti umani, è invece gestita dai singoli Paesi con interventi che guardano solamente ai propri interessi nazionali, dimenticando quel principio di solidarietà che è proprio uno dei valori fondanti dell’Unione Europea.

Diventa sempre più urgente la necessità che si torni seriamente a discutere di come superare i limiti oggi imposti dal Trattato di Dublino, partendo dalla proposta approvata dal Parlamento Europeo, e di come promuovere nuove norme sull’immigrazione rispettate da tutti gli stati membri, nella prospettiva di costruire ponti e non muri, come ci sollecita a fare Papa Francesco.

Per questo, la Casa della carità ha aderito con convinzione all’Iniziativa dei Cittadini Europei “Welcoming Europe”, che mira ad affrontare le paure della gente non soffiando sul fuoco del rancore, ma con una proposta che produce coesione sociale. È un piccolo passo nella prospettiva di superare egoismi e chiusure, ma indica la giusta strada da percorrere”, così don Virginio Colmegna, presidente della Fondazione Casa della carità di Milano, in occasione della sua premiazione come “Cittadino europeo dell’anno” al Parlamento Europeo di Bruxelles.

Galantino bolla come 'bufala' la "storia dei 35 euro dati agli immigrati

L'Associazione studi giuridici sull'immigrazione (Asgi) proprio ieri ha lanciato l'allarme sul fatto che il decreto sancisce la cancellazione degli Sprar "l'unico sistema pubblico di accoglienza che funziona". Galantino, che nei cinque anni in Cei ha frequentato tanti campi profughi all'estero (è stato in Kurdistan, in Giordania, in Libano) ma ha raccolto testimonianze anche nel nostro Paese, osserva: "Gli Sprar dove sono tenuti bene, e sono la stragrande maggioranza, sono istituzioni straordinarie perché il modo in cui sono stati concepiti dà garanzie".

Galantino bolla come 'bufala' la "storia dei 35 euro dati agli immigrati: "E' una balla grossa perché tutti sanno che lo Sprar non si fa all'aria aperta ma in un locale che deve avere sua consistenza per legge, una sua cura, deve avere operatori e tutte queste realtà non possono essere fatte in nero. Se ciò accade, è bene che il governo intervenga e punisca ma dovere poi leggere tutte queste realtà che hanno capacità belle di promozione, è come minimo fuori posto perché gli operatori che sono lì sono italiani e vengono pagati con quei soldi. Le utenze sono pagate all'Italia, il cibo è comprato in Italia quindi sono soldi che di fatto restano qui eccetto quei 2.50 euro che vengono dati a queste persone".

Gelati per migranti

Grande festa oggi al Centro "Mondo Migliore" di Rocca di Papa dove sono ospiti i migranti della Diciotti. A portare la benedizione di Papa Francesco ai migranti è stato il cardinale Konrad Krajewski, elemosiniere del pontefice, che si è fermato a pranzo portando per tutti gli ospiti presenti dei gelati. "È la benedizione del Santo Padre per loro", ha detto il cardinale al Sir spiegando il motivo della visita.

Il Papa, con l'invio dei gelati attraverso il suo Elemosiniere, ha voluto dare un saluto "soprattutto per quelli che partono. L'augurio è che trovino qui, in Italia, dappertutto, un cuore cristiano generoso e che si possano sentire finalmente a casa". Accolto dai bambini, con grida di gioia e benvenuto, il cardinale - riferisce il Sir - ha donato a tutti i presenti un'immagine di Papa Francesco e dei gelati per fare festa.

"Non vogliono raffreddare i cuori", ha detto scherzando: "Tutto il contrario. Sono un piccolo segno della carezza del Papa per loro". A dare il benvenuto al card. Krajewski, c'erano don Francesco Soddu, direttore della Caritas Italiana, e Angelo Chiorazzo, fondatore della cooperativa "Auxilium" che gestisce l'accoglienza dei migranti al Centro. Dei 100 arrivati dalla Nave Diciotti e presi in carico dalle diocesi italiane ne sono rimasti 35. Otto partiranno già questo pomeriggio per Torino. A "Mondo Migliore" sono già presenti i referenti Migrantes del capoluogo piemontese che li prenderanno in carico. Il cardinale, salutandoli, ha detto loro: "Vi porto il saluto di questo uomo vestito di bianco che si chiama Papa Francesco. Vi sta vicino e vi porta la sua benedizione". Per venerdì è previsto che tutti siano partiti per le destinazioni fissate dalla Cei.

Avenire "Clima xenofobo"

"Dicono che non c'è razzismo in ciò che è accaduto e per di più il ministro dell'Interno Salvini ha ritenuto di liquidare come 'sciocchezze' gli allarmi di quanti denunciano il clima xenofobo e i rischi di escalation razzista. Pesi bene le parole. Guardi la realtà e ascolti anche altre voci della destra italiana. Negare l'evidenza di diversi episodi non fa altro che assolvere e ingigantire il mostro. Vergogniamoci, e reagiamo di civiltà". E' quanto scrive il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio.

"Chi guarda il volto di Daisy Osakue può fare solo una cosa: vergognarsi. Noi italiani dovremmo vergognarci tutti insieme", afferma Tarquinio in un editoriale dal titolo "Quel mostro da riconoscere", che il giornale dei vescovi impagina sotto il titolo di prima pagina "Vergogniamoci" e accanto alla foto di Daisy Osakue, l'azzurra di atletica presa di mira, e ferita, da un lancio di uova nel Torinese. "Perché quel volto segnato - spiega ancora il quotidiano della Cei -, è certamente il volto di una cittadina italiana dalla pelle nera, una giovane donna e atleta bersagliata solo e soltanto per la sua 'inermità' e 'diversità', ma è ancor più il volto del nostro Paese nella stagione amara che stiamo attraversando. Un volto che presentiamo al mondo e a noi stessi. E che non ci somiglia".

"Ma non per il colore, quanto per la ferita odiosa che porta - sottolinea Tarquinio -. Anni di pensieri cattivi e di parole e propagande dure, di crescenti povertà materiali e morali eccitate contro altre povertà stanno producendo bullismi assurdi, atti violenti, assalti folli".

Daisy: Grillo, i media ci portano nel baratro - “L'indignazione di un uovo in faccia, c'è quanto basta per restare paralizzati mediaticamente, l'unica cosa sensazionale è stata la mira del razzista di merda oppure il caso. Quello che fanno i media è portare la nazione verso il baratro: non avevo mai visto con i miei occhi un così forte condizionamento prima d'ora”. Lo scrive, su Facebook, Beppe Grillo soffermandosi sulla vicenda di Daisy Osakue.