Oggi il continente africano è un enorme calderone che schiuma umanità e insaguina il Mediterraneo. Un calderone alimentato da fiamme di violenza ed estremismi, golpe e sfruttamento, appiccate da potenze neoimperialiste che hanno soffiato sulle braci lasciate semi-spente dall’Occidente ex colonialista in via di pensionamento. Le responsabilità sono globali e gravissime. La Francia per ultima ha perso influenza sul suo ex impero, lasciando campo libero ai jihadisti prima e ai russi poi. Tra i 54 Stati che compongono l’Africa, si contano oltre 200 colpi di Stato dall’epoca in cui si sono resi indipendenti a oggi, tentati o riusciti. Basterebbe questo dato a testimoniare l’estrema instabilità politica, l’assenza di Stato e il vuoto socio-economico lasciato dall’Occidente e colmato da russi, cinesi e turchi. Che alimentano il caos per i propri interessi, un golpe alla volta. E che tengono in scacco gli Stati europei e in primis l’Italia con un’arma su tutte: i migranti. Il piano Mattei lanciato dal governo riuscirà a invertire la rotta del caos? Quali sono le rotte migratorie? Chi le controlla?








