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Maroni: ”Possiamo fronteggiare l’emergenza, ma non per tanto”

 L’Italia è “in grado di fronteggiare l’emergenza” immigrati causata dalle rivolte in Nordafrica, “ma non per tanto tempo”. Ad affermarlo è stato il ministro dell’Interno Roberto Maroni, al suo arrivo a Bruxelles per la riunione dei colleghi dei Ventisette, ricordando le cifre fornite ieri da Frontex, “che ha stimato l’arrivo di 1,5 milioni di rifugiati”.Consideriamo i controlli sulle coste (da parte delle autorità libiche, ndr) azzerati”. Secondo le previsioni del titolare del Viminale non appena tornerà la calma in Libia, riprenderanno le partenze di clandestini.
Sulla possibilità di una redistribuzione degli immigrati in vari Paesi europei “non mi faccio illusioni”, ha poi aggiunto il ministro dell’Interno. “Credo che il burden-sharing sarebbe una cosa giusta, ma quasi tutti sono contrari”, ha ammesso ancora il titolare del Viminale. Le richieste presentate dall’Italia insieme agli altri paesi europei del Mediterraneo (Francia, Spagna, Malta, Cipro e Grecia), tra cui la costituzione di un fondo ad hoc e lo smistamento degli immigrati “sono l’attuazione del principio di solidarietà europea, che prevede
che quando uno stato membro è in difficoltà gli altri lo aiutino, ed è questo che noi abbiamo chiestoall’Europa”, ha concluso Maroni.”La Commissione non è contraria – spiega -, ma sono contrari alcuni Paesi membri, quindi bisogna lottare”.Nonostante non arrivi da tutti l’auspicata solidarietà, aggiunge Maroni, il commissario europeo agli Affari interni, Cecilia Malmstroem “ha promesso subito 25 milioni di euro” per affrontare l’emergenza immigrazione.
Preoccupazione sul flusso di immigrati in arrivo esprime anche il ministro della Difesa Ignazio La Russa, intervenuto a ‘La Telefonata’ su Canale 5. La situazione in Libia potrebbe innescare ”un flusso straordinario” di immigrati verso l’Europa, spiega il titolare della Difesa. Per questo motivo ”dobbiamo essere preparati a migrazioni bibliche”.
Le navi militari italiane, ha aggiunto, sono state mobilitate ”per un’eventuale evacuazione, per essere pronte a portare soccorso a nostri connazionali e cittadini non italiani che si trovassero in difficoltà”. L’Italia è impegnata
in una ”forte azione politica” per coinvolgere l’Europa. ”Non avere un appoggio forte dall’Europa in termini di risorse e di condivisione per l’accoglienza ci sembrerebbe un segno di debolezza, non di forza”, ha
proseguito.
Nelle proteste di questi giorni in Libia ”c’è sicuramente un anelito a maggiori diritti di libertà. L’altro elemento che ci preoccupa – ha rilevato – è il fondamentalismo islamico che c’è sicuramente nella Cirenaica, dove si parla
della proclamazione di un emirato arabo. I Fratelli Musulmani sono certamente una componente in grado di prendere il sopravvento”.
Per il momento ”non è stata ipotizzata” una missione di pace internazionale in Libia. ”Per ora non ci sono le condizioni”, ha detto il ministro della Difesa.
”Se la situazione si evolvesse – ha aggiunto – tutto si può modificare”.Intanto, prima notte senza sbarchi di immigrati, dopo la nuova ondata di arrivi, a Lampedusa. Dopo l’ultimo sbarco di 38 immigrati, arrivati ieri mattina alle 7 sull’isola grazie al peschereccio ‘Chaiaraluna’, che li ha portati al porto dopo averli soccorsi in alto mare, non si sono più registrati arrivi. Dalla Capitaneria di porto di Palermo spiegano che il maltempo che si è abbattuto sul Canale di Sicilia impedisce la navigazione di piccole imbarcazioni. Da qui la breve tregua.

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