Roma, Venerdi 19 Marzo–
Inzialmente doveva essere solo uno spot di 7 minuti commissionato dalla Regione Calabria per pubblicizzare l’iniziativa di alcuni comuni calabresi che da una decina di anni sono impegnati a dare ospitalita’ ad immigrati illegali sbarcati sulle nostre coste. “I nostri centri si stavano svuotando, per noi l’immigrazione era un’opportunita’” spiega il sindaco di Badolato che fu il primo nel 97 ad aprire le case ad un gruppo di profughi curdi.
Durante l’estate del 2009 Wenders inizia le riprese, il primo film in 3D in Italia, con alcuni attori famosi ma anche rifugiati che hanno trovato asilo nel paesini della Calabria. Il Sindaco (Ben Gazzara doppiato da Giancarlo Giannini) e’ pronto a dare asilo ad un gruppo di rifugiati curdi sbarcati sulla sua spiaggia. Affida la sua decisione a Salvatore, l’unico bambino rimasto nel paesino, e il messaggero corre a comunicare la notizia al prefetto impersonato da Luca Zingaretti che sulla spiaggia censisce i nuovi arrivati.
Tra i ragazzi protagonisti c’e’ Aramadullah, un ragazzo afgano “molto intelligente” con il quale Wenders si lega di amicizia. A questo punto lo spot si trasforma in documentario o narrazione personale di Wenders il quale viene sfidato dal protagonista afgano a venire a scoprire come vivono veramente questi i profughi a Riace, pena di “ non essere un uomo serio”. “ Mi accorsi allora, spiega Wenders “che le loro storie di oggi mi interessavano piu’ del mio film che raccontava cose accadute 10 anni fa”.
Quindi Wenders ritorna in Calabria, questa volta in inverno, e le sue immagini fanno da eco alle parole del sindaco che descrive Riace, un paese che si svuota, le scuole che chiudono, la tristezza del Natale senza festa perche’ in paese sono rimasti solo i vecchi.
I curdi della prima ondata ormai non vivono piu’ li’ da tempo, sono ripartiti a raggiungere le loro comunita’ nel nord Europa ma altri profughi ne hanno preso il posto. La cinepresa riprende le storie di donne e bambini che raccontano i loro passati terribili e esprimono la loro gratitudine per aver ricevuto un rifugio dignitoso, magari un lavoro o un corso di formazione. Racconta come gli forzi della regione sono riusciti a riaprire scuole e attivita’ ma anche laboratori tradizionali, la tessitura e la ceramica.
Riace e Caulonia sono diventati i primi centri di accoglienza organizzati in Europa che garantiscono la dignita’ della persona. “I clandestini, ricorda Mimmo Lucano, il sindaco di Riace, sono vittime di persecuzione con origine perversa che porta l’esodo. Non e’ reato di clandestinita’ ma reato di esistere”.
C’e’ pero’ chi non gradisce come dimostrano i segni delle pallottole sulle porte di una casa e le minaccie che Lucano riceve. Forse un documentario piu’ lungo dei 3 minuti avrebbe potuto fornire una voce ai cittadini di Riace.
Il presidente della Regione, Agazio Loiero, che in questi giorni si prepara ad un confronto elettorale difficile spiega come la Calabria abbia espresso con queste iniziative la propria tradizione di accoglienza che controbilancia una realta’ ben diversa manifestatasi a Rosarno che dista solo 60 chilometri da Riace.
Il rappresentante dell’Alto Commissariato per i Rifugati delle Nazioni Unite che patrocinava l’evento ha annunciato che sono ora arrivati a Riace oltre 180 rifugiati palestinesi fuggiti dall’Iraq in Siria e poi rimasti intrappolati per 2 anni in un campo profughi di frontiera “in condizioni spaventose”.
Il “Volo” di Wim Wenders presentato alla Casa del Cinema









