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La Digital Diplomacy nell’era dei Social Media?

di Antonella Pitrelli

Si è tenuto giovedì 15 marzo 2018, alle ore 17.30, presso la sede del Centro Studi Americani la Tavola Rotonda “La Digital Diplomacy nell’era dei Social Media?”, promossa dal Centro Studi americani e dall’Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo dellUniversità Cattolica del Sacro Cuore (ALMED) nell’ambito del Program in Cultural Diplomacy.

All’incontro, moderato da Gerardo Greco, direttore di RADIO UNO, parteciperanno: Paolo Messa, Direttore del Centro Studi Americani; Federica Olivares, Direttore del Programma in Cultural Diplomacy dell’ALMED; Corneliu Bjola, Director, Oxford University Digital Diplomacy Research Center; Laura Bononcini, Head of Public Policy, Facebook Italia, Grecia e Malta; Pierluigi Puglia, Portavoce dell’Ambasciata Britannica in Italia; Andreas Sandre, Press and Public Affairs dell’Ambasciata d’Italia a Washington.

Com’è cambiata la Diplomazia e le relazioni internazionali con il progressivo affermarsi dei social media? Quanto il loro utilizzo può influenzare l’opinione pubblica? Nell’epoca del digitale, in cui un post o un tweet di un Presidente possono innescare crisi internazionali, inevitabile porsi queste domande.

Messa da parte la riservatezza un tempo tipica del mondo dei diplomatici, interagire con l’opinione pubblica tramite i social oramai un obbligo ma anche una grande opportunità per le Istituzioni internazionali.

Oggi tutti i più importanti Ministeri degli Esteri e Ambasciate hanno un canale youtube, una pagina facebook, un profilo twitter. Grazie alle piattaforme social possiamo assistere in diretta a summit internazionali. Questi sono solo alcuni degli esempi di Diplomazia Digitale che oramai prassi nel mondo delle relazioni internazionali.

La diffusione di strategie e pratiche digitali negli ultimi dieci anni in tutto il mondo, rappresenta senz’altro una vera rivoluzione nella pratica della diplomazia. Benchè ormai da anni il digitale abbia trasformato radicalmente il modo in cui gli individui interagiscono nelle loro relazioni sociali, da poco tempo che il digitale sta dunque realizzando il proprio potenziale anche nel trasformare le relazioni internazionali.

In particolare, è cambiato il modo in cui la Diplomazia gestisce le informazioni, la gestione delle crisi e dei negoziati e complessivamente le strategie di Public Diplomacy in un quadro globale in cui i nuovi soggetti non governativi svolgono un crescente ruolo di influenza.

Questi temi sono stati al centro della tavola rotonda La Digital Diplomacy nell’epoca dei social media, promossa da Università Cattolica e Centro Studi Americani sulle sfide digitali nelle relazioni internazionali, svoltasi a Roma lo scorso 15 marzo.

L’appuntamento, promosso dall’Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo dell’Università Cattolica (ALMED) nell’ambito del Programma in Cultural Diplomacy, ha avuto come tema principale l’incontro tra il mondo della diplomazia, quello accademico e il web analizzando queste nuove dinamiche, gli sviluppi e le tendenze grazie alla presenza di esperti, accademici, attori chiave del mondo dei social media e professionisti della Diplomazia Digitale.

La tavola rotonda è iniziata con il saluto di Paolo Messa, Direttore del Centro Studi Americani ed è stata poi introdotta da Federica Olivares, Direttore del Programma in Cultural Diplomacy dell’ALMED e Università Cattolica del Sacro Cuore che ha concentrato il suo intervento nel rapporto tra il mondo della diplomazia, quello accademico e il mondo del web approfittando poi per ricordare che presso la sede di Roma dell’Università Cattolica ha avuto inizio da quest’ anno accademico il Master di I livello in Cultural Diplomacy – Arts and Media for International Relations and Global Communication che affronta in modo interdisciplinare i temi legati alla public diplomacy, alla diplomazia culturale, ai nuovi sviluppi della diplomazia digitale e della comunicazione globale, per permettere agli studenti di acquisire competenze strategiche per operare nel settore pubblico e privato a livello internazionale.

Ospite del master e relatore nell’appuntamento romano anche Corneliu Bjola, Direttore del primo centro di ricerche della Digital Diplomacy nella prestigiosa Oxford University. La diffusione di strategie e pratiche digitali nei Ministeri degli affari Esteri, negli ultimi dieci anni in tutto il mondo hanno rappresentato una vera rivoluzione nella pratica della diplomazia.

Interessanti sono state le parole di Pierluigi Puglia, Portavoce dell’Ambasciata Britannica in Italia, che ha focalizzato il suo intervento sul coinvolgimento attivo del pubblico grazie all’utilizzo dei social network da parte del consolato e del governo britannico, strumenti che hanno consentito di interagire in maniera diretta con i cittadini, coinvolgendoli maggiormente e senza i filtri dei media tradizionali, per esempio in un momento molto delicato per la Gran Bretagna, la Brexit, che rischiava di isolarla totalmente dal resto dell’Europa e del mondo.

Interessante il dialogo diretto tra pubblico e privato grazie ai social media e la grande sfida di politica estera legata alla lotta al terrorismo on line.

Queste le considerazioni di Andreas Sandre, Press and Public Affairs dell’Ambasciata d’Italia a Washington, collegato in diretta skype dagli Stati Uniti.

In ultimo l’intervento di Laura Bononcini, Head of Public Policy, Facebook Italia, Grecia e Malta, che ha sottolineato come in tutta Europa l’utilizzo dei social media nella politica e nelle istituzioni è sempre più in crescita e permette di avvicinare sempre di più i politici ai cittadini, per esempio in fase di campagna elettorale, permettendo agli stessi di interagire a livello attivo con domande, commenti e argomentazioni sulle piattaforme social grazie allo strumento dei live e delle dirette, rivolgendosi direttamente al politico o alle Istituzioni, senza i filtri imposti dai media tradizionali.

  • Giornalista professionista, collabora con varie testate giornalistiche e si occupa in particolare di salute, innovazione, cultura. Svolge attività di Ufficio Stampa per Istituzioni, Società Scientifiche, eventi.

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