Ruolo di diplomazia in tempi difficili
Thursday, 26 March 2026 23:35
E' evidente che è in atto un'operazione, diretta contro il campo occidentale, che vorrebbe allontanare le democrazie dai propri valori, separando i destini delle diverse nazioni. Non è possibile distrarsi e non sono consentiti errori", ha ammonito il capo dello Stato in un messaggio che seppur rivolto ai diplomatici, ha parlato in maniera diretta ai protagonisti delle ultime tensioni geopolitiche, a partire dal fianco est dell'Europa: "Permane l'aggressione russa ai danni dell'Ucraina, con vittime e immani distruzioni. E con l'aberrante intendimento, malgrado gli sforzi negoziali in atto, di infrangere il principio del rifiuto di ridefinire con la forza gli equilibri e i confini in Europa. Un'azione irresponsabile e inammissibile", ha avvertito il presidente della Repubblica, proprio nelle ore più febbrili di un negoziato che vede nel destino del Donbass uno dei nodi più difficili da sciogliere. Ma quella di Mosca è una deriva che secondo Mattarella trova un chiaro esempio anche nella condanna russa in contumacia contro il giudice italiano della Cpi Salvatore Aitala, 'colpevole' di aver spiccato il mandato di cattura per Vladimir Putin. Una sentenza "pretesa di un mondo volto pericolosamente indietro, al peggiore passato". E che arriva per giunta da "un Paese promotore, e con suoi giudici protagonisti, del processo di Norimberga".
Se da un lato lo scontro geopolitico coinvolge i blocchi ormai tradizionalmente contrapposti, dall'altro trova un inaspettato terreno fertile anche tra alleati giudicati imprescindibili, come Europa e gli Stati Uniti - ai quali il Colle non risparmia critiche anche per la "riedizione della cosiddetta dottrina Monroe" in America Latina. "La tentazione della frammentazione si insinua nelle relazioni internazionali - e persino nel mondo occidentale - con la ripresa di un metodo di ostilità che misura i rapporti internazionali su uno schema a somma zero: se qualcuno ci guadagna, significa che qualcuno ci perde", ha voluto sottolineare Mattarella, accendendo un faro su "radicalismi ed estremismi che rendono, talvolta, difficili le pacifiche convivenze negli stessi Stati e fra gli Stati. Una condizione che viene alimentata da flussi informativi manipolativi che, nell'ambito di conflitti ibridi condotti con vari strumenti ostili, congiungono fronte interno e fronte esterno". E condotti con vari strumenti ostili, congiungono fronte interno e fronte esterno". E
' qui che trovano spazio "inediti ma opachi centri di potere", che alimentano "attività di disinformazione che tendono ad accreditare una presunta vulnerabilità delle opinioni pubbliche dei Paesi democratici". Di fronte a questo panorama, l'antidoto è ora più che mai "l'ambito multilaterale e quello degli organismi sovranazionali come l'Unione Europea, che possono consentire di raggiungere la massa critica necessaria a evitare di ricadere in ambizioni velleitarie", secondo Mattarella. E se "alcuni commentatori sostengono che quelli attuali non siano tempi facili e perfino inadatti per la diplomazia, sono in errore. E' esattamente in tempi difficili che la diplomazia si trova a dispiegare una delle sue caratteristiche più preziose: la ricerca di percorsi per uscirne e di spazi di dialogo".
Parole che trovano conferme nel messaggio unanime espresso alla conferenza degli ambasciatori, a partire dalle parole del ministro degli Esteri Antonio Tajani che ha ribadito l'impegno a promuovere la pace come "cardine" della nostra politica estera. In primis sull'Ucraina, dove secondo il vicepremier "l'iniziativa americana è un'opportunità che non dobbiamo farci sfuggire". Ricordando poi che "gli Stati Uniti non possono fare a meno dell'Europa" e viceversa: "Sulla base di questo assunto, l'Italia è in prima linea per alimentare le relazioni tra le due sponde dell'Atlantico