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ONG Report

Le ONG vogliono avere campo libero in Europa per spostare senza limiti i migranti da un Paese all'altro. Pretendono che non vi siano confini, o leggi che li regolano, così da poter svolgere in massima il proprio lavoro, perché di questo si tratta. Non è noto, chi opera a bordo delle navi delle Ong è un professionista che offre la propria opera dietro un compenso, com'è giusto che sia, ma questo non è volontariato. La sovranità nazionale tutelata dai governi, che nel pieno svolgimento del proprio mandato tutelano i cittadini con leggi e regolamenti, è un intralcio per le Ong, che hanno una vera e propria "blacklist" dei Paesi che, a loro dire, hanno politiche avverse ai migranti.

 

 

In questo elenco, ovviamente, non manca l'Italia, alla quale vengono contestate le condizioni di accoglienza negli hotspot, soprattutto Lampedusa, e nei centri migranti. Ma viene anche criticata una politica di rimpatrio, a loro dire frettolosa, che non consente ai migranti la possibilità di un ricorso legale. In realtà i richiedenti asilo, di norma, restano anche diversi anni in Italia tra l'analisi della domanda e i ricorsi. Inoltre, le Ong tirano anche la acqua direttamente al proprio mulino, perché sostengono che vi sia una criminalizzazione delle organizzazioni, per il solo fatto che il governo Meloni ha introdotto una serie di regole atte a gestire in maniera migliore gli sbarchi, senza lasciarli completamente in mano alle Ong, fino al 2022 autorizzate a scegliere il porto di sbarco .

Sunak apprised "fantastic" Meloni

Rushi Sunak h showed his admiration and apraised his “fantastic” Italian cousnterpart, Giorgia Meloni, as he announced the launch of a G7 coalition to tackle people-smuggling.

The prime minister, who is in Puglia in Italy for the G7 summit, said he and Meloni saw “eye-to-eye” on the issue and had spearheaded efforts to tackle it since they were elected.

In their final communique, G7 leaders committed to “enhanced cooperation to address migration, tackle the challenges and seize the opportunities that it presents” and launched a “G7 coalition to prevent and counter the smuggling of migrants.

Giorgia is fantastic and she deserves enormous praise for having an incredibly successful G7 summit, and particularly to do it here in such a beautiful setting,” he said at a press conference at Borgo Egnazia golf club marking the conclusion of the meeting.

“I think the bilateral relationship between Italy and the UK at the moment is probably the strongest it’s been for as long as anyone can remember,” he added.

Sunak and Meloni have both sought to set up schemes to send asylum seekers abroad.

They have also established a good rapport and are close political allies. Meloni was one of a few major leaders to attend Sunak’s AI summit last year, and he addressed a festival in Rome organised by her Brothers of Italy party.

But their political paths now look likely to diverge. While Sunak is languishing in the polls and is widely expected to lose the general election in three weeks’ time, Meloni’s Brothers of Italy had a strong performance in the EU elections,with 29% of votes.

 

G7 in luxury resort discussions about poverty and migration

 

 

In the luxury resort in Italy’s southern Puglia region also discussed other major topics, such as financial support for Ukraine, the war in Gaza, climate change, Iran, the situation in the Red Sea, gender equality and China’s industrial policy and economic security.

“We are working together and with others to address the pressing challenges of our time,” the G7 leaders said in a final communique, noting their solidarity with Ukraine, support for a deal that would lead to an immediate cease-fire and release of hostages in Gaza, investment in sustainable infrastructure in Africa and commitments to address climate change and migration.

G7 "Tregua olimpica"

 

G7, dalle guerre ai migranti. L’appello dei leader: «Tregua olimpica»

G7, dalle guerre ai migranti. L’appello dei leader: tregua olimpica

 

 

Autore MARCO GALUZZO

 

 

Dal vertice in Puglia i moniti a Cina, Iran, Russia e a Israele su Rafah. Nelle conclusioni anche il «Piano Mattei» e i diritti Lgbt

 

 

 

 

 

 

 

Tre moniti molto chiari, anzi quattro. Quelli prevedibili, uno contro la Cina, gli altri due contro l’Iran e la Russia. Quello meno scontato, diretto al governo di Tel Aviv: che «deve astenersi dall’assalto a Rafah e che deve rispettare le regole del diritto internazionale e umanitario». Uno degli obiettivi di Giorgia Meloni centrato: il Piano Mattei che entra nelle conclusioni del vertice, ha il suo battesimo internazionale e viene accostato agli omologhi e più grandi piani, europei ed americani. E poi le conclusioni sull’intelligenza artificiale, con la presenza e le parole storiche del Papa.

La seconda giornata del G7 segna il superamento delle polemiche fra Francia ed Italia sull’aborto, mentre su altri diritti civili i leader esprimono «forte preoccupazione per la riduzione dei diritti delle donne, delle ragazze e delle persone Lgbtqia+ in tutto il mondo, in particolare in tempi di crisi». Si condannano fermamente «tutte le violazioni e gli abusi dei loro diritti umani e delle libertà fondamentali». Il G7 riafferma quindi «l’impegno per l’uguaglianza di genere"

 

aver portato, il primo giorno, un pezzo di establishment italiano al tavolo del vertice, dall’ad di Enel Flavio Cattaneo a quello di Eni Claudio Descalzi, Meloni segna un punto riuscendo ad integrare il Piano Mattei in uno dei progetti chiave degli americani in Africa, mentre tutti i leader sottoscrivono che «accolgono con favore» il progetto italiano, e sono pronti a studiare sinergie sia con Global Gateway della Ue che con il PGII adottato dal G7 due anni fa e sostenuto in primo luogo da Washington.

È la prima volta del Papa ad un G7, ma è anche la prima volta di un tentativo di regolamentazione per l’intelligenza artificiale. Si legge nelle conclusioni: «Promuoveremo un’intelligenza artificiale sicura, protetta e affidabile» attraverso un «approccio inclusivo. Riconosciamo la necessità di approcci alla governance dell’IA che favoriscano l’inclusione, per aiutarci a sfruttare il potenziale dell’IA in un modo che rifletta questi valori e promuova il suo sviluppo mitigandone i rischi, anche per quanto riguarda i diritti umani.

 

Meloni si è battuta per creare uno sforzo collettivo contro i trafficanti di migranti e i Sette accolgono il progetto italiano e lanciano «la Coalizione del G7 per prevenire e contrastare il traffico di migranti». Si afferma quindi «l’impegno collettivo e la cooperazione rafforzata sulla migrazione. Ci concentreremo sulle cause profonde della migrazione irregolare, sugli sforzi per migliorare la gestione delle frontiere e frenare la criminalità organizzata transnazionale e sui percorsi sicuri e regolari per la migrazione».

Ovviamente c’è anche l’Ucraina. Il G7 promette di «sostenere» Kiev «per tutto il tempo necessario». Mosca deve «porre fine alla sua guerra illegale di aggressione e pagare per i danni che ha causato all’Ucraina». Vengono quindi resi disponibili 50 miliardi dai profitti generati dagli asset russi congelati. I leader si impegnano anche a fare di più per ostacolare «lo sviluppo di futuri progetti energetici» da parte di Mosca. Il monito diretto a Pechino è dettagliato, fa intendere che il livello di informazioni disponibili, nelle Capitali del G7, non è indifferente: la Cina deve fermare il suo aiuto alla Russia, affermano i leader, annunciando che estenderanno la portata delle sanzioni per colpire le imprese e le banche che stanno aiutando Mosca ad aggirare le sanzioni sui beni e le tecnologie usate nella produzione di armi. Si sottolinea come le politiche commerciali di Pechino stiano portando «a distorsioni del mercato e nei tassi di crescita minando lavoratori, industrie e la nostra resilienza e sicurezza economica».

I leader — che lanciano un appello perché «tutti i Paesi osservino la tregua olimpica» — chiedono anche un cessate il fuoco immediato a Gaza, mentre il confronto della giornata si apre anche ai Paesi invitati al vertice, dall’Argentina al Brasile, dall’India alla Turchia, dall’Algeria alla Giordania. Fra i tanti bilaterali anche uno fra Meloni e Biden, in cui si discute di Ucraina, Medio Oriente, piano Mattei ed evoluzione degli assetti della Nato, in vista del vertice di luglio a Washington.

 


Grande successo di G7 con la presenza di Papa Francesco

L'ultimo giorno del bilaterale con il Presidente statunitense Joe Biden, eppure i riflettori del mondo su Borgo Egnazia sono tutti puntati su di lui: Papa Francesco segna l'esordio di un pontefice al G7. Tolto l'accordo sul fondo di solidarietà di 50 miliardi di dollari garantito dai profitti dagli asset russi, è la presenza di Bergoglio che fa la differenza in questo G7 a guida italiana. Ne è consapevole Giorgia Meloni, che mette a segno un risultato senza precedenti. Un risultato che, da solo, è capace di smaltire le `scorie´ della lite con il Presidente Emmanuel Macron, un diverbio a colpi di dichiarazioni di fuoco che ha finito per `cannibalizzare´ l'attenzione dei media e dell'opinione pubblica nella prima giornata dei lavori. Oggi si volta pagina con l'arrivo del pontefice, diretto nel piccolo borgo pugliese a bordo di un elicottero. La premier raggiunge controvento le scalette del velivolo, «ancora vivo», scherza lui, «siamo in due», risponde pronta Meloni dopo aver sondato lo stato di salute del Santo Padre. Insieme salgono sulla piccola golf car che li condurrà dagli altri leader, Bergoglio arranca, anche per via del suo ginocchio malconcio, ma con Meloni la buttano sul ridere: lei scherza divertita, «una bella risata», osserva Francesco, «vabbé ma io e lei sempre..», risponde la presidente del Consiglio, che in questi 18 mesi è riuscita a costruire un rapporto solido con il pontefice, più volte incontrato anche lontano dai riflettori. Quando entrano nella sala dove ha luogo il panel sull'Intelligenza artificiale, l'entusiasmo dei leader -non solo i 7, ma anche i cosiddetti `outreach´ a cui Meloni ha deciso di aprire il summit- è incontenibile: un lungo applauso accompagna il pontefice, che raggiunge la sua postazione su una sedia a rotelle, Meloni alle spalle. Tutti i leader si avvicinano per salutarlo, con una confidenza che contraddistingue un pontificato giudicato da tutti fuori dagli schemi: Biden si china su di lui e gli sussurra qualcosa all'orecchio, l'argentino Javier Milei, connazionale di Bergoglio, lo abbraccia commosso, anche il brasiliano Luis Inàcio Lula de Silva e il primo ministro indiano Narendra Modi lo cingono emozionati. «E' la prima volta che un pontefice partecipa ad una riunione del G7 - apre la sessione dei lavori la premier - quindi inevitabilmente è un momento davvero storico. Non la ringrazierò mai abbastanza per essere qui insieme a noi», dice lasciando la parola a Fran