Un’ agenzia metterà in comunicazione aziende italiane e cinesi di Prato per permetter lo scambio di lavoratori. Lo hanno annunciato il sindaco Roberto Cenni e il direttore generale dell’immigrazione del Ministero del lavoro Natale Forlani, al termine di un incontro. A Prato vive una delle comunità cinesi più grandi d’Europa. Su poco più di 185.000 abitanti, oltre 11.000 sono i cinesi regolari e, si stima, almeno 20.000 gli irregolari. L’opera di repressione del lavoro nero e dello sfrutamento della manodopera irregolare, intrapreso con controlli pressoché quotidiani da ormai un anno e mezzo, sarà affiancata da un progetto d’integrazione che prevede appunto lo scambio di lavoratori tra ditte di proprietà cinese e aziende con titolari italiani.
L’iniziativa è anche un modo per qualificare il lavoro delle imprese cinesi e una risposta alle accuse lanciate dal New York Time al Made in Italy prodotto a Prato che sarebbe offuscato dalla presenza di lavoratori cinesi.







