“Non credo alla cittadinanza breve che è fatta per ignorare la dialettica tra la nostra identità e quella di chi viene nel nostro Paese. E’ necessario un processo lungo”. Questo il giudizio del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, a margine della chiusura delle tre giornate di studio presso il monastero di Ocre (L’Aquila), dal titolo “Orizzonte di valori”, organizzate dalla Fondazione Nuova Italia.
Alemanno, parlando del nuovo umanesimo identitario, ha sottolineato che “il valore della persona umana viene recepito nel momento in cui capisco la vita di chi ho di fronte, non quando lo ignoro, perché ogni umanesimo si aggancia alla realtà. Il rischio altrimenti è quello della retorica del “buon selvaggio” e del pietismo per cui perdoniamo tutto perché gli altri sono inferiori. Ma – ha ammonito in fine il sindaco – non è così che funziona “.









