“I paesi europei cercano di ridurre l’immigrazione, minacciando indebitamente di infliggere sanzioni alle compagnie aeree e ad altre aziende di trasporto” e trasferendo le loro responsabilita’ sui vettori, pratiche che “rischiano di violare i diritti dei richiedenti asilo”, ha denunciato il commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg, nell’ultimo articolo della rubrica “Human rights comment”.
Secondo il commissario Hammarberg la responsabilità di stabilire se un migrante ha i requisiti per entrare nel territorio non deve essere di competenza del personale delle compagnie aeree perché chiaramente non è suo compito, né dispone delle competenze necessarie per garantire ai rifugiati i diritti loro riconosciuti dal diritto internazionale.
La mancanza di regolari documenti di viaggio impedisce al richiedente asilo, gia’ perseguitato nel suo paese di origine, di entrare nel paese dove vuole richiedere protezione e lo spinge nelle reti dei trafficanti di persone.
Le disposizioni relative agli obblighi imposti alle compagnie aeree sono stabilite in Europa dalla Convenzione di Schengen del 1985 e dalla Direttiva del Consiglio 2001/51/CE. Secondo queste disposizioni, i vettori sono tenuti a prendere tutte le misure necessarie per accertarsi che uno straniero trasportato per via aerea o marittima sia in possesso dei documenti di viaggio richiesti per l’ingresso nello spazio Schengen. Se l’ingresso è rifiutato allo straniero, il vettore che lo ha condotto deve farsene carico immediatamente e provvedere in particolare a ricondurlo nel paese di partenza. Inoltre il vettore può essere passibile di una multa.
La direttiva dispone tuttavia che le sanzioni nei confronti dei vettori siano « dissuasive, efficaci e proporzionate» e che siano applicate « senza pregiudicare gli obblighi degli Stati membri in caso di richiesta di protezione internazionale da parte di un cittadino di un paese terzo».
Il personale degli aeroporti che non ha le competenze necessarie preferira’ rifiutare l’accesso a bordo di un aereo a un potenziale rifugiato, piuttosto di correre il rischio di pagare una multa e di farsi carico delle spese di soggiorno dell’interessato e del suo viaggio di ritorno.
“Tali pratiche rischiano di violare il diritto internazionale relativo ai diritti umani e al diritto dei rifugiati, che vieta agli Stati di rinviare una persona in un territorio in cui potrebbe essere esposta al rischio di tortura, o a serie minacce per la sua incolumità o la sua libertà” avverte il commissario da Strasburgo aggiungendo che “la lotta contro l’immigrazione clandestina non deve essere condotta a scapito di coloro che hanno buone ragioni per cercare una protezione. È necessario che l’Europa modifichi completamente i propri meccanismi di controllo delle migrazioni”.








