Ogni drone iraniano che attraversa il Golfo verso una base americana, ogni missile dei Pasdaran che colpisce Port Salman o Ali Salem, ogni petroliera intercettata per rotta “non autorizzata” ricorda alle monarchie della penisola arabica una verità scomoda: nel duello tra Washington e Teheran attorno allo stretto di Hormuz, sono loro a pagare il prezzo più immediato.
Non è una posizione nuova, ma la spirale delle ultime settimane, con bombardamenti e rappresaglie che si moltiplicano nonostante il memorandum d’intesa firmato il 17 giugno, ha reso questa condizione più visibile. E più difficile da gestire.








