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Libia: rilasciato uomo d’affari svizzero, riprendono negoziazioni con EU

Max Goeldi, dirigente svizzero a capo della societa’ di ingenieria ABB in Libia e’ stato rilasciato ieri dalle autorita’ libiche dopo 4 mesi di prigione per aver violato la legge sull’immigrazione. Secondo il suo avvocato si trova ora in albergo in attesa di un visto di uscita che gli permetta di lasciare il paese.

Goebli era stato trattenuto in Libia nel luglio del 2008 dopo che la polizia svizzera aveva arrestato il figlio del leader libico, Hannibal Gheddafi accusato di aver maltrattato 2 domestici.

La crisi si era estesa agli stati dell’Unione Europea dopo che la Svizzera aveva negato il visto Shengen a 188 dignitari libici ai quali veniva cosi’ negato l’accesso a tutti i paesi membri.  La misura, che aveva sollevato numerose proteste, in particolare dall’Italia, era stata revocata alla fine dello scorso marzo. La Libia aveva quindi chiuso le proprie frontiere ai cittadini EU.

Rappresentanti dell’Unione Europea si trovano al momento in Libia per riavviare una nuova serie di  delicate negoziazioni volte a trovare un accordo quadro di collaborazione, dopo che le trattative si erano arrestate l’anno scorso. 

A seguito degli incontri con i rappresentanti dell’Unione Europea, il vice ministro degli esteri libico Mohammed Tahar Sayala ha dichiarato che gli ostacoli principali consistono nell’immigrazione illegale e la Corte Criminale Internazionale che la Libia non riconosce. Sayala ha inoltre affermato che la Libia ha bisogno di finanziamenti e materiale dall’UE per la sorveglianza delle sue frontiere sia marittime che terrestri.”

“Abbiamo ancora problemi relativi alla riamissione di immigranti illegali (respinti dall’Europa), la battaglia contro la discriminazione e punti di disaccordo nell’area del commercio e degli investimenti” ha affermato Hugo Mingarelli, vice direttore degli affari esteri della Commissione Europea.

Il vice ministro libico Sayala rivolgendosi alla stampa ha detto che e’ necessario “piu’ flessibilita’ da entrambe le parti  perche’ le negoziazioni possano avanzare”.

Le negoziazioni si svolgono all’indomani dell’espulsione della rappresentenza dell’Alto Commissariato per i Rifugiati dalla Libia notificata dalle autorita’ di Tripoli all’agenzia ONU il 2 giugno.

L’ambasciatore della Commissione europea in Libia, Adrianus Koetsenruijter, in risposta alla chiusura del locale ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) da parte delle autorita’ libiche, ha dichiarato che Tripoli ha ”un’altra visione dello statuto dei rifugiati”.
”Ci dispiace che l’Hcr vada via perche’ riteniamo che quest’ufficio abbia svolto un lavoro importante nel Paese”, ha affermato l’ambasciatore, aggiungendo che ”di contro, la Libia ha dichiarato che non c’e’ stato alcun rapporto ufficiale con questo ufficio. Cosa che ci porta di fronte ad un pasticcio che dovra’ essere risolto dalle Nazioni Unite”, ha ancora commentato.

  • New Immigration è un media giornalistico indipendente dedicato ai temi dell’immigrazione. Nato dall’iniziativa di giornalisti della stampa estera in Italia, si propone di informare e approfondire il fenomeno migratorio attraverso contenuti quotidiani online, promuovendo conoscenza, dialogo e integrazione.

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