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Trump manda in tilt tutti

L’intervento militare degli Stati Uniti all’Iran, al di là delle evidenze geopolitiche, porta con sé alcune conseguenze laterali, ma non del tutto marginali.

Innanzitutto cade l’assioma del Trump pacifista. O meglio: il tycoon è stato lontano dalle guerre durante il suo primo mandato e, fino a ieri notte, il suo curriculum bellico era assolutamente immacolato. Ora non più. Non c’è nulla di anomalo, quasi tutti i suoi predecessori – compreso il Nobel (preventivo) per la pace Barack Obama – hanno dichiarato guerre in giro per l’orbe terracqueo, con una spiccata preferenza per il Medioriente. Da questo punto di vista potremmo dire che è quasi una normalizzazione dell’”anomalia Trump”. Il presidente isolazionista abbandona il suo isolazionismo e torna, a pieno titolo, sullo scenario globale con la forza muscolare e bellicista. C’è un paradosso: così facendo l’inquilino della Casa Bianca delude la base Maga (anche se nella situation room ha ostentato il cappellino con il famoso acronimo) che lo voleva impegnato esclusivamente a risolvere le faccende interne e ridà lustro alla parte neocon del Partito Repubblicano, non esattamente un fan club di The Donald

  • Sanja Andrijic Marinovic

    Presidente del Associazione Giornalistica Esjoya, la giornalista che lavorava come la corrispondente da Roma per i piu' grandi giornali e tv dal Europa Est ,Federal TV , Vjesnik ,New Diplomacy ,Daily News, DW , Vijesti, Oslobodjenje, Avaz, Novi list, Free Europe, ha collaborato con Il Gazzettino Veneziano, La Gazzetta del Sud . Scrittrice, che si occupa dell'immigrazione piu' di 9 anni.

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