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Trump conferma l'appoggio al Tel Aviv

Il Presidente Usa conferma l'appoggio a Tel Aviv e mette in guardia: "I prossimi attacchi già pianificati saranno ancora più brutali". Ma alla domanda su un coinvolgimento diretto degli Usa risponde "no comment"

Donald Trump - Afp

Trump dopo l'attacco di Israele all'Iran scattato all'alba di oggi, venerdì 13 giugno, rinnova il pieno sostegno americano a Tel Aviv e rilancia via social il pressing su Teheran affinché si convinca a chiudere un accordo "prima che sia troppo tardi". Parlando al Wall Street Journal Trump ha poi definito raid israeliani contro l’Iran "ottimi per il mercato".

 

 

 

Guterres: 'L'Onu condanna l'escalation in Medio Oriente'. Von der Leyen: 'E' urgente una soluzione diplomatica'

Rutte: 'La priorità assoluta è ridurre l'escalation in Iran'. Cina: 'Fortemente preoccupati'. La condanna della Russia

che la situazione è in rapida evoluzione.

 

Questa è un'azione unilaterale da parte di Israele. Quindi penso sia fondamentale che molti alleati, compresi gli Stati Uniti, si impegnino in questo momento per ridurre l'escalation. So che lo stanno facendo. E credo che questa sia la priorità assoluta", ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte in un punto stampa a Stoccolma con il primo ministro svedese Ulf Kristersson.

deve porre immediatamente fine alle sue azioni aggressive che potrebbero portare a conflitti più gravi", afferma un comunicato del ministero degli Esteri di Ankara che condanna "fermamente" gli attacchi dello Stato Ebraico contro i siti nucleari della Repubblica islamica e i raid che hanno ucciso funzionari di alto profilo e scienziati nucleari in Iran. "Questo attacco, che viola chiaramente il diritto internazionale, è una provocazione al servizio della politica di destabilizzazione strategica di Israele nella regione", si legge nella nota, che invita la comunità internazionale ad "agire con urgenza".

 

Russia è "preoccupata" e "condanna" l'escalation delle tensioni tra Israele e Iran, ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dall'agenzia Ria Novosti.

"La situazione in Medio Oriente è pericolosa - ha scritto su X l'Alto rappresentante Ue, Kaja Kallas -. Esorto tutte le parti a esercitare moderazione e a impedire un'ulteriore escalation. La diplomazia rimane la strada migliore da seguire e sono pronto a sostenere qualsiasi sforzo diplomatico volto a ridurre l'escalation".

"Le notizie che giungono dal Medio Oriente sono profondamente allarmanti. L'Europa esorta tutte le parti a dare prova della massima moderazione, a ridurre immediatamente l'escalation e ad astenersi da ritorsioni. Una soluzione diplomatica è ora più urgente che mai, per il bene della stabilità della regione e della sicurezza globale", ha dichiarato su X la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.


Sono 144.641 le persone migranti accolte nell'hotspot di Lampedusa dal primo giugno 2023, giorno in cui la Croce Rossa Italiana ha avuto in gestione la struttura di Contrada Imbriacola, al 31 maggio scorso: si è trattato per il 73,6% di uomini adulti, per il 7,9% di donne adulte, per il 18,5% di minori. Quattro i Paesi con le più alte percentuali di provenienza: Bangladesh (17%), Siria (12%), Tunisia (11%), Guinea (10%). Sono i dati resi noti dalla Cri, che spiega, in una nota, che, in due anni di attività, inoltre, sono stati 3.434 gli sbarchi a cui è stata prestata assistenza, 5.973 le vulnerabilità e i bisogni specifici presi in carico e segnalati. E ancora: dal primo gennaio al 31 maggio di quest'anno sono arrivate a Lampedusa 18.035 persone migranti, dato che rappresenta una crescita del 25,3% rispetto al medesimo periodo del 2024, quando nel centro gestito dalla Cri erano stati accolti 14.393 ospiti.

150 mila contro decreto sicurezza

"SIamo 150 mila a Roma e al governo Meloni facciamo una promessa, questo decreto sicurezza ve lo smontiamo”. Lo hanno annunciato dai megafoni gli organizzatori del corteo a Roma contro il dl sicurezza. Per la Questura circa 10mila i manifestanti nel momento clou, in fondo a via Labicana nel passaggio nei pressi del Colosseo.

corteo "contro un governo autoritario, siamo migliaia, una marea di vita, di umanità, il nostro obiettivo è mandarvi a casa. Alla repressione del governo Meloni noi rispondiamo con la partecipazione. Ma vi assicuriamo una cosa: non finisce qui. È una promessa”, hanno detto gli organizzatori dal camion alla testa del lungo corteo aperto dallo striscione "alziamo la testa contro lo Stato di paura”.


Cassazione dubbia sull regolita' di Albania

La Cassazione dubita che l'operazione dei centri in Albania del governo italiano sia compatibile col diritto europeo.

 

Per questo ieri ha rinviato due cause alla Corte di giustizia dell'Unione europea. La notizia è stata anticipata dal Manifesto. I rinvii - spiega il quotidiano - sono contenuti in due provvedimenti fotocopia nati dai ricorsi del Viminale contro altrettante non convalide del trattenimento decise dalla Corte d'appello di Roma. La prima sezione penale è tornata sui propri passi - scrive il Manifesto - capovolgendo una precedente decisione in cui aveva equiparato il Cpr di Gjader a quelli che si trovano in Italia.