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Papa Leone XIV " Giornalisti operatori di pace"

Citta' di Vaticano. “Disarmiamo le parole e disarmeremo la Terra”. È l’esortazione che, questa mattina, 12 maggio, Papa Leone XIV ha formulato nel corso del suo incontro con i giornalisti, tenutosi presso l’Aula Paolo IV.

“Una comunicazione disarmata e disarmante ci permette di condividere uno sguardo diverso sul mondo e di agire in modo coerente con la nostra dignità umana”, ha aggiunto il neoeletto pontefice. “Voi siete in prima linea nel narrare i conflitti e le speranze di pace, le situazioni di ingiustizia e di povertà, e il lavoro silenzioso di tanti per un mondo migliore. Per questo vi chiedo di scegliere con consapevolezza e coraggio la strada di una comunicazione di pace.”

Papa Prevost ha quindi invitato i giornalisti a essere “operatori di pace”, impegnandosi “con amore” nella ricerca della verità e rifiutando la “guerra delle parole e delle immagini”.

“Dobbiamo respingere il paradigma della guerra”, ha aggiunto. “La pace comincia da ognuno di noi: dal modo in cui guardiamo gli altri, ascoltiamo gli altri, parliamo degli altri; e, in questo senso, il modo in cui comunichiamo è di fondamentale importanza.” La riflessione del pontefice ha poi toccato il “potenziale immenso” dell’intelligenza artificiale. È necessario coltivare “responsabilità e discernimento per orientare gli strumenti al bene di tutti, così che possano produrre benefici per l’umanità”, ha affermato.



Croazia e Italia insieme nella sfida dell’integrazione dei lavoratori stranieri

A Zagabria tavola rotonda organizzata dalla Camera di Commercio Italo Croata. Memorandum d’Intesa tra la CCIC e Confindustria Est Europa


Quella della crescente presenza di lavoratori stranieri è forse una delle questioni tra le più discusse in Croazia negli ultimi anni: fenomeno nuovo e recente per il Paese, porta con sé una serie di opportunità – storicamente infatti l’incontro tra individui di aree geografiche e culture diverse non può che apportare un significativo arricchimento alle comunità che ne beneficiano – ma anche sfide, in termini di integrazione nel mercato del lavoro locale e nella società stessa. Il processo d’integrazione è stato il tema al centro della tavola rotonda che la Camera di Commercio Italo Croata (CCIC) ha organizzato lunedì sera 5 maggio alll’Hotel Zonar di Zagabria.

Per l’occasione il presidente della CCIC Aldo di Biagio e il presidente di Confindustria Est Europa Patrizio Dei Tos, hanno firmato un Memorandum d’Intesa tra le due organizzazioni che rinnova la collaborazione nel settore del lavoro tra Italia e Croazia, dal momento che i settori economici di entrambi i Paesi contano una significativa presenza di forza lavoro straniera. A seguito della firma i rappresentanti dell’Istituto di istruzione per adulti Vaš kod (membro della CCIC) – che si occupa di fornire una formazione professionale anche ai lavoratori stranieri, compreso l’insegnamento della lingua croata – e dell’agenzia per il lavoro Snaga budu?nosti, che si occupa di importare lavoratori dall’estero, hanno illustrato linee guida raffinate in questi ultimi anni per garantire che l’inserimento di manodopera straniera possa avvenire nel miglior modo possibile.

Presenti all’evento anche la direttrice della CCIC Andrea Perkov, l’ambasciatore d’Italia a Zagabria Paolo Trichilo, il responsabile del centro per l’internazionalizzazione di UniCredit Italia Alessandro Paoli, il console generale della Repubblica di Croazia a Milano Stjepan Ribi? e il presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana Marin Corva.

“Questo evento di grande importanza unisce due tematiche fondamentali – ha dichiarato in apertura Andrea Perkov – una è la forza dell’unità, della sinergia e delle risorse congiunte delle istituzioni italiane all’estero, volte a facilitare le attività commerciali, creare le opportunità e fornire il supporto con le competenze e le esperienze professionali per rafforzare i legami economici tra i nostri due Paesi e l’intera regione del sud-est Europa. La firma del Memorandum d’intesa è un gesto che unisce le due associazioni per il bene, per la crescita di individui e di aziende, nel potenziamento degli sviluppi economici bilaterali nell’ambito del sistema Italia. La seconda tematica di cruciale importanza riguarda uno dei problemi chiave nel mondo degli affari di oggi: come integrare i lavoratori stranieri nel lavoro e nella società”.

Anche Aldo di Biagio è intervenuto: “Questa giornata è il segnale concreto della volontà di rafforzare un dialogo strategico già esistente tra Italia e Croazia – ha voluto ricordare – unendo visioni, esperienze, progetti comuni tra due Paesi vicini e storicamente legati. In questo contesto assume un valore particolare la firma del memorandum d’intesa, che segna l’inizio di una collaborazione strutturata, ambiziosa, orientata al futuro. Questa collaborazione trova ulteriore forza nella partecipazione attiva degli attori locali, in primis l’Unione Italiana, presenza viva e qualificata nel territorio, che contribuisce a rafforzare il legame autentico e duraturo con il sistema Italia in Croazia”.

A portare i suoi saluti, infine, anche Paolo Trichilo: “Questo memorandum d’intesa è un altro importante momento di collaborazione e di sinergia che viene creato nel comune interesse dei nostri Paesi – ha detto l’ambasciatore – le sfide del mercato del lavoro in Croazia sono simili a quelle degli altri Paesi europei, con una situazione di accresciuta immigrazione. L’evento di stasera si colloca alla vigilia del Business Forum di martedì 6 maggio, a cui parteciperà il ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio dei ministri italiano Antonio Tajani”.

Emigrazione da Italia

In questi mesi l’attenzione ai flussi di prodotti industriali, digitali o finanziari è stata tale che quasi dimenticavo un’altra categoria di export dall’Italia: gli esseri umani. Invece su quella andiamo forte. Secondo i dati dell’Istat, l’agenzia statistica, se ne sono andate dall’Italia 191 mila persone: fra questi 155 mila italiani e 35 mila stranieri (arrotondo per difetto). Stracciato ogni record recente, anche quelli della Grande recessione di una quindicina di anni fa. E siccome a prima vista un dato del genere non ha senso – oggi le imprese faticano a trovare addetti e se li rubano – è il caso di iniziare a chiedersi cosa stia accadendo in Italia.

Il mondo piange Papa Francesco

Il mondo piange Papa Francesco, morto ieri a 88 anni. I funerali si terranno sabato 26 aprile alle 10 ed è prevista la partecipazione dei leader di tutto il mondo. La celebrazione si terrà a San Pietro ma Jorge Mario Bergoglio riposerà nella Basilica romana di Santa Maria Maggiore. Il comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica, che si è tenuto in prefettura a Roma presieduto dal ministro Matteo Piantedosi, ha previsto l'arrivo di almeno un centinaio di delegazioni straniere. La maggior parte dovrebbero arrivare sabato e ripartire in giornata mentre il presidente Usa Donald Trump giungerà nella Capitale venerdì. "Ci stiamo calibrando in base a quanto avvenuto in passato, per 170 delegazioni tra capi di Stato e di governo, ci siamo attenuti a questa cornice di massima", ha detto il ministro.

 

primi ad annunciare la sua presenza, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ieri ha sciolto i dubbi con un post sul social Truth, annunciando che si recherà a Roma con la moglie Melania. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha fatto sapere che presidente e first lady partiranno già venerdì mattina e ritorneranno "negli Stati Uniti sabato sera, dopo il funerale.


Suor Genevieve la prima che ha portato l'omaggio a Papa Francesco

Suor Genevieve Jeanningros, 82 anni, amica del Papa, impegnata da sempre con gli ultimi, in particolare la gente del circo che fece conoscere anche a Francesco, è tra le prime persone a portare l'omaggio al Papa esposto nella basilica di San Pietro. Piccola, con il suo grande zaino verde sulle spalle, la religiosa oggi sembra ancora più piccola sotto il peso di quel dolore sincero.

È morto il Papa ma soprattutto quella persona cara con la quale si sentivano spesso e si vedevano a tutte le udienze generali del mercoledì. Francesco la prendeva in giro chiamandola "l'enfant terrible" per quello sguardo vispo, occhi azzurri, come un bambino. Oggi non riesce a parlare e affida il suo ricordo alle lacrime. Suor Genevieve, il mercoledì mattina, era sempre seduta nell'Aula Paolo VI accanto a don Andrea Conocchia, il parroco di Torvaianica che da anni ha accolto le trans nella sua chiesa. Due persone che hanno fatto degli ultimi il loro punto di riferimento, come Francesco, che infatti li ha continuamente incoraggiati. "Vai avanti, vai avanti", diceva Bergoglio a don Andrea, che oggi, all'uscita dalla basilica, non nasconde la sua commozione.