Secondo il bilancio demografico tracciato dall’Istat per il 2009 la popolazione italiana e’ cresciuta del 0,5 % nell’ultimo anno raggiungendo le 60.340.328 unita’. Tuttavia continuano a morire piu’ italiani di quanti non ne nascano con un saldo negativo di 22.806 unita’ rappresenta il picco negativo dal 2003.
L’aumento di 295.260 unita’ quindi corrisponde esclusivamente all’immigrazione dall’estero.
In Italia il 7 per cento della popolazione e’ straniera ovvero ci sono 6,5 stranieri per ogni 100 cittadini.
La quota di stranieri e’ piu’ elevata nel Centro –Nord (9,8% nel Nord-Est e 9% nel Centro contro il 2,7% al Sud). Nel Nord inoltre il 20 % dei bambini sono nati da genitori stranieri contro il 15% nel Centro e il,6% nel sud. I figli di stranieri nati in Italia sono 77.000 (contro i 9.000 del 1995).
Sono 442.940 gli immigrati stranieri regolati che nel 2009 si sono iscritte all’anagrafe, un calo di 90 mila unita’, una conseguenza dell’affievolimento dell’effetto indotto dall’ allargamento dell’UE.
Continuano le migrazioni interne anche se con una flessione rispetto al 2008 di 100 mila unita’, che hanno interessato 1 milione e 350 mila persone. Italiani ma sempre piu ‘ stranieri (che rappresentano il 7% della popolazione ma contribuiscono al movimento interno per piu’ del 16%)si sono trasferirsi da Sud a Nord con la Basiliaca che si svuota piu’ rapidamente (-3.9 per mille) e la provincia di Trento che accoglie il maggior numero di migranti (2,6 per mille). Tuttavia rispetto al 2008, si e’ registrato una flessione di 100 mila unita’ nel numero di trasferimenti interni.








