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Premier Meloni e EU politica

"La legislatura europea 2019-2024 è stata contrassegnata da priorità e strategie sbagliate.

 

Mentre altre forze politiche hanno sostenuto accordi innaturali con le sinistre, producendo l'imposizione dell'agenda verde e progressista, noi ci siamo sempre battuti, spesso soli, per una Ue diversa".

 

Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che è anche presidente di Ecr, in un videocollegamento con la convention di Vox a Madrid, sottolineando che "vogliamo e possiamo costruire un'Unione Europea diversa e migliore di quella attuale"

Invasione dei rifugiati in Italia

Quanti sono rifugiati in Italia? Intendiamo quanti, fuggiti dal proprio paese perché vittime di persecuzioni, hanno ricevuto risposta positiva in questi anni alla domanda di protezione. E negli altri paesi europei, sono di più o di meno che da noi? È corretto parlare di invasione? E poi, l’Europa è davvero un continente sotto assedio?

Un recente sondaggio in Grecia ha registrato un dato che può sorprendere riguardo la percezione che si ha del fenomeno: circa la metà della popolazione ellenica crede che i rifugiati siano più del triplo (200mila) rispetto a quelli che si trovano realmente nel paese (circa 60mila).

E l’Italia? Due anni fa, in piena refugee crisis l’“invasione percepita” era in testa alle preoccupazioni e il 36% degli italiani riteneva che gli stranieri nel nostro paese fossero circa 20 milioni.

Proviamo a mettere un po’ d’ordine e a fare un po’ di chiarezza con l’aiuto del rapporto Mid-year trends dell’Unhcr, che presenta il quadro a giugno 2016.

Secondo l’Alto Commissariato dell’Onu, i rifugiati nel mondo – ripetiamolo: non i richiedenti asilo, ma coloro che hanno ricevuto una risposta positiva – a metà del 2016 erano 16 milioni e 515.190. Circa 2 milioni e 100mila si trovano in Europa (e 2 milioni e 800mila nella sola Turchia), i restanti due terzi suddivisi tra altri tre grandi continenti: America, soprattutto Asia e Africa. Si tratta di tutti coloro che nel mondo hanno visto riconosciuto il proprio diritto individuale a essere protetti così come previsto dalla Convenzione firmata a Ginevra nel 1951 e aggiornata nel 1967 e dalle varie legislazioni nazionali.

Senza voler ridimensionare o amplificare le dimensioni degli arrivi di migranti e rifugiati in Italia, forse può essere utile, prima di gridare all’“invasione” come capita spesso sui giornali italiani, andare a vedere le dimensioni della presenza dei rifugiati in Italia e magari confrontarla con altri paesi europei e con quelli del Medioriente che più ospitano flussi di profughi.

Quanti sono 131mila rifugiati?

Passiamo all’Italia. In questi anni lo stato ha risposto positivamente (secondo le tre modalità previste: status di rifugiato, protezione sussidiaria e umanitaria) a circa il 40% delle domande d’asilo, una percentuale che nel 2016 è leggermente calataNegli anni il nostro paese ha accolto circa 131mila rifugiati (dato Unhcr giugno 2016).

Ma chiediamoci: quanti sono 131mila rifugiati sul totale della popolazione? L’“allarme invasione” è giustificato di fronte a questi numeri? Proviamo a confrontarli con quelli di altri stati europei. Per esempio, in Svezia la popolazione è circa un sesto di quella italiana (10 milioni) e i rifugiati sono 186mila, ovvero il 50% in più che nel nostro paese. In Germania (82 milioni di abitanti) i rifugiati sono 478mila, quasi 4 volte quelli presenti in Italia.

Sunak sente Meloni

La rivelanza della sfida dell'immigrazione illegale" impone "una collaborazione" paneuropea tale da permettere di contrastare il fenomeno degli sbarchi. Lo hanno sottolineato la presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, e il primo ministro britannico, Rishi Sunak, in una telefonata di cui dà conto Downing Street, e a pochi giorni dall'approvazione a Londra del discusso piano Ruanda. Nella nota si fa riferimento alla "forza delle relazioni bilaterali fra Regno Unito e Italia". E si indica l'immigrazione illegale come un dossier centrale del prossimo vertice dei leader del G7 di giugno in Italia"

Avere una difesa unica Europea

 

 

"Avere una difesa unica europea vuol dire avere un unico reclutamento, un'unica formazione, e quanto impieghi? 20-30anni. Noi abbiamo quel tempo? No. Serve pragmatismo", non operare come "se a un malato di cancro al pancreas stanziassimo un mutuo trentennale. Abbiamo bisogno di velocità", dunque, avanti col "modello Nato", che vuol dire che brigate dei diversi Stati membri "le faccio addestrare insieme, e alla fine costruisco una cosa più grande che è la somma di 27 sistemi diversi. Parallelamente, però, tu devi creare un'Europa politica" perché "è tempo di accelerare", eppure "non riusciamo a superare le divisioni. Putin in un'ora ha invaso una nazione, come si può pensare di restare impaludati nelle liturgie europee? Abbiamo bisogno di velocità e pragmatismo, superare le liturgie sarà il tema che l'Europa dovrà porsi" da qui in avanti. Così il ministro della Difesa Guido

New Schengen visa rules

The European Commission has adopted new rules for the issuance of Schengen visas for Saudi, Bahraini and Omani nationals residing in their home country. It is an important step promoting people-to-people contacts and facilitating exchanges between the EU and GCC citizens," the delegation of the European Union in GCC